Notizie

Fabri Fibra, il nuovo lavoro «è l’amara fotografia di un Paese in confusione»

fabri fibra guerra pace nuovo album 2013Fabri Fibra è tornato. Per i tanti che lo aspettavano, è una grande notizia. Il rapper marchigiano ha svelato il titolo del suo nuovo album e la data di uscita. A  due anni e mezzo di distanza dal disco di platino Controcultura, Fibra ha annunciato Guerra e pace, nuovo capitolo discografico in vendita dal 5 febbraio 2013. Il disco è anticipato dal singolo Pronti, partenza, via! prodotto da Michele Canova ed in rotazione dal prossimo 12 dicembre. Un pezzo forte, come ci si poteva immaginare conoscendo il lavoro di Fabrizio Tarducci. «Questo pezzo è l’amara fotografia di un Paese in piena confusione, che da anni ricasca in una finta partenza», come ha dichiarato lo stesso Fabri Fibra nell’intervista rilasciata a Vanity Fair, di cui vi riportiamo un estratto.

Da dove partiamo? «Ma dal titolo, direi: Guerra e pace». Fabri Fibra ha ragione. Sta tutto lì. Ogni pensiero che si muove dietro la sua espressione rilassata sembra attingere a queste due grandi parole, sulla cover del suo prossimo disco e prese a prestito dal capolavoro di Lev Tolstoj (il singolo Pronti, partenza, via! sarà in radio dal 12.12.12). Ragioni dei conflitti (ormai finiti) e dell’armistizio (forse raggiunto) sono il sottofondo di una lunga conversazione, in cui il 36enne di Senigallia, nato Fabrizio Tarducci, istituzionalmente polemico e trasgressivo, si mostra invece un gentleman disciplinato e dice soltanto un paio di parolacce, per poi scusarsi. A suo agio mentre è fotografato, il volto reso ancora più bianco e disteso dal contrasto con il resto del corpo fittamente tatuato, appare soprattutto felice.

Tra incertezze e soprassalti di vanità (è pur sempre un rapper), ma in stato di grazia: per il nuovo disco, 20 brani, sempre con la Universal e in uscita il 5 febbraio, appena terminato di registrare; e per la strada che l’ha portato qui. A differenza del Dottor Jekyll che nel romanzo di Stevenson non riusciva più a controllare la sua metà oscura, Mister Hyde, Dottor Fabri sembra aver lasciato Mister Fibra a distanza di sicurezza: se ne serve, quando necessario. Ma torniamo al titolo. «È un discorso di vita. Quando, un anno fa, ho finito il lunghissimo tour del mio rap futuristico (“rap futuristico” era un verso di Tranne te, ndr), mi sono trovato nel mio appartamento di Quarto Oggiaro. Entusiasmo musicale: zero. Mi avevano trasformato in una pubblicità. Due mesi di ritiro. Mi sono appassionato ai film in bianco e nero, al neorealismo. Ho letto Scritti corsari di Pasolini, ho cercato, come lui, di immaginare il futuro. Andare indietro nel tempo per poi tornare avanti. Uscire dal mio personaggio. E avvicinare i miei contrasti: male e bene, bianco e nero, guerra e pace».

Ma il romanzo di Tolstoj l’ha letto? «Sì». La guerra di Mister Fibra la conosciamo. È nei testi di successi come Tranne te («A 12 anni a contare le stelle / a 30 anni a contare le parcelle»). Esce da ogni polemica, da ogni intervista. Ha riempito un libro impetuoso, Dietrologia. Nasce dai ricordi di un’infanzia dura, i lavori umili – l’azienda marchigiana dei posacenere –, la fuga orgogliosa a Londra. Poi dal bisogno di: non essere frainteso, contare i soldi, «fare brutto», svegliare i ragazzi che hanno ipotecato ogni rabbia e speranza, avvisarci della «Merda che continuiamo a mettere sotto i tappeti», strapazzare cantanti che non hanno niente da dire o parenti con cui non c’è niente da spartire. Una missione: la verità. Salvare «l’adolescente che ero io», e con lui tutti gli altri. Questa la guerra. Per arrivare alla pace doveva cambiare percorso, e non importa se nel descriverlo Dottor Fabri sembra cadere in qualche contraddizione. È nel suo mestiere.

 

Commenti

Commenti

Condivisioni