Gianni Morandi presenta Autoscatto 7.0: «Voglio credere nei giovani, ma Renzi…»

Marco Agustoni

Gianni Morandi ha presentato alla stampa il suo nuovo album Autoscatto 7.0, una raccolta dei suoi grandi successi più tre canzoni inedite. E ha anche detto cosa pensa dei giovani.

gianni morandi

L’11 dicembre Gianni Morandi compie 70 anni. Solo che lui ha «un po’ paura a dirlo», quindi ha cercato di camuffare l’età con un punto che nelle sue intenzioni dovrebbe suonare giovane – dopotutto Gianni è il Super Giovane per eccellenza – ma che in realtà suona teneramente desueto. Così come in controtendenza con i tempi che corrono appare la scelta del termine italico «autoscatto» al posto del più abusato «selfie». E così il titolo Autoscatto 7.0 incarna alla perfezione quello che è lui adesso: un signore che ha raggiunto ormai una certa età, ma nello spirito è rimasto sempre quello che si faceva mandare dalla mamma a prendere il latte.

Lo dimostra la presentazione alla stampa di questo Autoscatto 7.0, che in un album doppio raccoglie vecchi successi e lascia spazio per un pugno di inediti, ossia il singolo Io ci sono e i due brani Lascia il sole e Amor mio, scritti per lui dall’amico e collega Cesare Cremonini. Ma definirla presentazione è limitante. Si tratta più di uno show, nel quale Gianni Morandi inframezza spiegazioni sul disco con esibizioni improvvisate dei suoi più grandi successi come Canzoni stonate e Uno su mille, mescolando il tutto a vecchi aneddoti e a imitazioni spassose di Mogol. Un mattatore all’opera.

«Per fare questo disco mi sono fatto aiutare dai miei fan su Facebook», spiega Gianni. E infatti sono i suoi seguaci ad avere deciso, per plebiscito popolare, i venti grandi successi della sua carriera, che sono poi confluiti nell’album, cui poi il musicista di Monghidoro ha voluto accostare alcune sue scelte personali. «Certo le canzoni che hanno votato sono diverse da quelle che avrei preso io. Ma alla fine penso che abbiano ragione loro». Ed è così che brani intensi come il già citato Uno su mille, in assoluto quello che ha ottenuto più preferenze, o C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, si affiancano pezzi più sbarazzini e “morandiani” come l’inevitabile Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte e l’outsider Banane e lampone.

Durante la serata Morandi ha anche avuto modo di filosofeggiare su quella sua attitudine acqua e sapone che lo ha reso davvero trasversale rispetto alle diverse fasce di pubblico, anche da un punto di vista generazionale. «Ho sempre tentato di mantenere la normalità, anche nel mio lungo viaggio attraverso la musica. Sono sempre rimasto tranquillo… anche sulla mia pagina Facebook». Pagina Facebook che con il suo milione e passa di follower gli sta regalando molte soddisfazioni. Eccolo, quindi, il Morandi social, quello 7.0, anche se, spiega, «i vari account Twitter a mio nome non hanno nulla a che fare con me».

Un eterno giovane come lui non poteva poi esimersi da un incoraggiamento rivolto a quelli che lo sono oggi: «Io ci voglio credere che i giovani salveranno l’Italia. Ci voglio credere». Ma al tempo stesso si dice profondamente deluso dagli sviluppi politici recenti, soprattutto per quel che riguarda la sua Bologna, oltre che perplesso dal premier Matteo Renzi.

E, ovviamente, lascia intendere che un progetto antologico come Autoscatto 7.0 non è certo un commiato, ma è anzi una semplice tappa del suo lungo viaggio, che – e qui fa gli scongiuri – deve ancora proseguire. «Ho paura di stare seduto davanti alla tv, mi muovo per addormentarmi. L’energia non mi manca di certo, anche se non so da dove la prendo. Di certo non è la cocaina! Che dire, ringrazio per tutto quello che mi ha dato la vita». È inossidabile, il buon vecchio Gianni. E un po’ della sua inesauribile energia è la nostra, perché davvero con le sue canzoni più amate, molte delle quali confluite in questo disco, è riuscito a ritagliarsi un suo spazio nella cultura e nell’immaginario di questo Paese.