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I 5 migliori momenti di Glastonbury 2015

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Dagli Who a Florence + The Machine, da Patti Smith ai Libertines. Glastonbury 2015 ha segnato alcuni debutti, alcuni ritorni e, naturalmente, alcune discussioni. Qualcuno ne è uscito consacrato, qualcun altro si è autoconsacrato e qualcun altro ancora ha consacrato gli altri. Ecco i 5 momenti migliori della tre giorni del festival più importante d’Europa.

Il concerto di Florence + The Machine
La defezione dei Foo Fighters ha garantito una promozione sul campo alla rossa artista britannica. E mai scelta da parte di un organizzatore di festival fu più azzeccata. Forte di un album stupendo, Florence Welch è riuscita a non far rimpiangere Dave Grohl e compagni con un concerto memorabile non solo nell’ambito di Glastonbury 2015. Apprezzatissima anche la cover (minutaggio: 40′ 21″) di Times Like These dei Foo Fighters dedicata a Grohl, “una leggenda e un essere umano incredibile”. All’ultimo pezzo Dog Days Are Over, Florence ha anche chiesto al pubblico di togliersi i vestiti e rotearli per scacciare ogni paura. E lei così ha fatto con la sua camicia restando in reggiseno. Qualora ci fosse stato ancora bisogno di dimostrare qualcosa, Florence + The Machine sono ufficialmente diventati delle superstar internazionali con una performance che resterà impressa nella memoria di tutti i presenti.

Patti Smith e il compleanno del Dalai Lama
Quando la Sacerdotessa del Rock ha chiamato sul palco il Dalai Lama per festeggiare i suoi 80 anni, l’impressione a Glastonbury è stata quella di essere nella Storia. Non solo in quella del rock, ma in un tipo di storia ben più grande. La commozione di Patti Smith nell’ascoltare le parole della massima autorità religiosa del buddismo era pari a quella delle 100mila (e più) persone che stavano assistendo al concerto davanti al Pyramid Stage, il palco più grande e prestigioso di Glasto, e che hanno iniziato a cantare in coro Happy Birthday. “Siamo animali sociali e l’amicizia è molto importante”, ha detto il Dalai Lama. “L’amicizia non può essere comprata col denaro o costretta con la forza, ma può essere ottenuta solo da un sincero e caloroso affetto. Questo è quello che ho sempre praticato, e per questo voglio condividere con voi questi auguri”.

I Libertines in elicottero
Tutti presi dalla defezione dei Foo Fighters e dalla “promozione” di Florence + The Machine, nessuno aveva pensato o si era chiesto chi avrebbe sostituito i sostituti, ossia chi avrebbe suonato al posto di Florence. E così quando a Glasto è arrivato un elicottero, chi si aspettava che ne sarebbero scesi i Libertines di Pete Doherty e Carl Barat? La band è arrivata e ha fatto felici i 100mila spettatori del Pyramid Stage con una splendida performance nella quale ha anche presentato alcune canzoni inedite che dovrebbero far parte dell’album in lavorazione.

La sparata di Kanye West
Lo slot di headliner dato a Kanye West aveva scatenato più di un malumore tra gli spettatori di Glastonbury. E il rapper americano ha regalato una performance per zittire tutti, evitando commenti o frasi rivolte a spettatori che avrebbero potuto rivelarsi ostili. Per riuscirci ha fatto quello che sa fare meglio: rappare le sue hit a un pubblico che magari non le conosceva, mostrando il suo carisma sul palco. Ed è riuscito a mantenere il sangue freddo anche quando un ragazzo, poi dimostratosi essere Simon Brodkin (noto per avere un programma sulla BBC con il nome di Lee Nelson), è salito sul palco durante Black Skinhead per “vendicare Taylor Swift”. A parte questo inconveniente, tutto è poi andato per il meglio (persino una cover di Bohemian Rhapsody dei Queen), fino a quando Kanye prima di scendere dal palco non ha resistito e ha urlato a tutti “sono la più grande rockstar vivente”. Ok, Kanye. Ok.

La risposta degli Who a Kanye West
Non puoi urlare di essere la più grande rockstar vivente se ti esibisci al secondo giorno di Glasto e al terzo e ultimo sul tuo stesso palco saliranno gli Who. E infatti Pete Townshend ha introdotto l’ultima canzone del set, Won’t Get Fooled Again, chiedendo ironicamente al pubblico “chi è la più grande rockstar al mondo?”. La band ha chiuso il concerto davanti a una quantità di pubblico inferiore a quella che nei due giorni precedenti aveva assistito alle performance di Florence + The Machine e Kanye West e si è scusata se la qualità audio non era ottima, spiegando di non aver potuto effettuare il sound check. Ma quando sei gli Who, e suoni in Inghilterra, probabilmente puoi dire e fare quello che vuoi.

 

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