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Grignani arrestato a Riccione, la sua difesa in un post su Facebook: «Attacco di panico»

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Dopo essere stato arrestato nella serata di sabato 12 luglio, a Riccione, Gianluca Grignani si è difeso fornendo la sua versione dei fatti con un post su Facebook.

I fatti sono più o meno noti. Gianluca Grignani è stato arrestato la sera di sabato 12 luglio a Riccione, dove si trovava in vacanza con la moglie e i figli. Secondo quanto hanno riportato i principali quotidiani, il cantautore milanese ha aggredito i carabinieri – chiamati da un parente – fino a buttarne uno giù dalle scale dell’albergo in cui risiede. Le ricostruzioni dicono anche che i pubblici ufficiali sono stati medicati in ospedale (con prognosi di 5/7 giorni), mentre per Grignani c’è stato un rito direttissimo – al Tribunale di Rimini – con accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale: all’artista è stato dato un fermo con obbligo di firma tre volte a settimana.

Nella serata di ieri, 13 luglio, è arrivata la difesa di Gianluca stesso attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. Ne riportiamo il testo integrale.

«State leggendo un sacco di cose, e le state commentando, e per quanto vi garantisco che non ci si abitua mai ai giudizi sommari e a certe cattiverie gratuite, è giusto e normale che sia così. E lo accetto.
Non lo scoprite oggi e non ve lo devo raccontare che non sono una persona facile. E non lo sono né per me, né per chi mi sta intorno. Ma tant’è.
Non mi nascondo, credo di non averlo mai fatto (e credo ve ne siate accorti negli anni). Né tantomeno ho mai pensato di aver qualcosa da insegnare a qualcuno, né ho mai pensato di poter essere d’esempio per chicchessia.
Detto ciò. Non sono in questura né in ospedale, ma a casa con Francesca e i bimbi.
Ieri ho avuto una giornata difficile. Brutta. Si, perchè capita anche a noi privilegiati, quelli per intenderci baciati dalla fortuna e dal successo, quelli che non sono costretti ad alzarsi tutte le mattine all’alba per andare a lavorare e tutto quello che meglio vi viene da pensare.
Ero stanco, nervoso, ansioso, mi è venuto un attacco di panico, ho avuto paura, e ho perso il controllo.
Non ce l’avevo con nessuno, non ho alzato le mani su nessuno, stavo male, ho bevuto, quando Francesca ha capito la situazione si è allontanata con i bimbi e ad assistermi è rimasto un mio amico.
Mi mancava l’aria, mi mancava tutto, avevo evidentemente bisogno d’aiuto e abbiamo chiamato i carabinieri.
Non ho buttato nessun rappresentante dell’Arma giù dalle scale, non ho aggredito nessuno, ma ero in stato confusionale e caricarmi sull’auto non è stato semplice e probabilmente è volata qualche spinta.
Affronterò tutto questo esattamente per quello che dev’essere, e ne pagherò le conseguenze.
Su tutto voglio scusarmi con i Carabinieri intervenuti sul posto, e con chi ieri sera se l’è dovuta vedere col peggio di me. Che c’è, è sempre li, da doverci fare i conti tutti i giorni. E a volte esagera».

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