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Hit Week: suoni inaspettati dall'Italia

È appena iniziata la settimana della musica italiana negli States (9-16 ottobre), tra New York, Los Angeles e Miami. Niente moda o design questa volta, ma una serie di artisti e band che rappresentano alcuni dei migliori esponenti della musica rock e pop locale. L’idea di uno spazio internazionale per la musica italiana che esulasse dal classico suono neomelodico e dalla concezione dura a morire di pizza, spaghetti e mandolino è arrivata nel 2007, concretizzandosi due anni dopo, quando a Los Angeles si sono esibiti artisti del calibro di Franco Battiato, The Niro, Afterhours, Giovanni Allevi, Africa Unite, Linea 77, Calibro 35, Marco Fabi e parecchi altri. La manifestazione, chiamata per l’appunto Hit Week, ha riscosso fin da subito un successo superiore alle aspettative, sia come responso di pubblico che di critica, come ci conferma il direttore artistico Fabrizio Barbacci: «Siamo rimasti stupiti dall’interessamento e abbiamo riscontrato in media una suddivisione equa tra italiani e americani e ciò rientra nella logica delle cose. Sarebbe stato impensabile avere fin da subito l’attenzione del solo pubblico americano. I nostri connazionali sono ovviamente benvoluti, ma lo spirito e la finalità del festival è quello di far sapere al resto del mondo che la musica italiana sa esprimersi su livelli assolutamente competitivi a livello internazionale».

L’anno successivo ha visto la manifestazione raddoppiare la propria offerta, trasferendosi anche a New York, con band e artisti come Elisa, Negrita, Roy Paci & Aretuska, Negrita, Ludovico Einaudi e Aprés La Classe. Ai “big” si sono aggiunti anche due gruppi emergenti, selezionati da un contest, per dare l’opportunità anche a giovani realtà di sperimentare per la prima volta i palchi dove per davvero è nata la musica rock. E siamo arrivati all’edizione del 2011, che potrà contare sulla presenza di nomi pesanti come quelli di Subsonica, Casino Royale, Nicola Conte, Erica Mou, Caparezza, Aprés La Classe. E, segno di un crescente successo, anche di una terza città da “conquistare”, Miami, come ci spiega ancora Barbacci: «Non si tratta di un calcolo ma semplicemente del frutto dell’interesse sempre crescente suscitato dal festival. Per il prossimo anno al momento non è ancora prevista una quarta città, tuttavia possiamo anticipare che sono arrivati segnali di un forte interessamento da parte della Cina». La cosa davvero interessante è che quasi nessuno dei gruppi che partecipano a Hit Week ha mai effettuato prima delle date negli Stati Uniti che rappresentano, quindi, un territorio completamente vergine. Samuel dei Subsonica ci spiega: «Abbiamo qualche esperienza europea, di ottimo successo tra l’altro, ma nessuna a livello americano. Stiamo preparando un set molto orientato alla dance, siamo pronti a far ballare anche chi non ci ha mai sentiti prima. Abbiamo delle caratteristiche tipicamente pop italiane, ma crediamo che la nostra musica guardi da sempre fuori dai nostri confini. Siamo pronti insomma». Dello stesso parere è Alioscia, storico cantante dei Casino Royale: «Per noi che siamo cresciuti guardando le fotografie di un libro come The Clash Before And After di Pennie Smith, l’America rappresenta l’altra metà del mito dopo l’Inghilterra, in cui abbiamo già suonato più volte. Diciamo che la vediamo la partecipazione all’Hit Week come un premio alla nostra lunga carriera e un’ennesima occasione di crescita personale e della band». www.hitweek.it

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