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Home Festival, l’edizione 2014 è un successo. I numeri di quattro giorni di musica

L’edizione 2014 di Home Festival conferma la kermesse di Treviso come uno dei punti di riferimento principali della stagione estiva italiana. Foto di Nuove Tecniche multimedia.

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Home Festival è oramai una bella realtà. La scommessa lanciata cinque anni fa da Amedeo Lombardi e dall’Home Rock Bar è diventata anno dopo anno uno degli eventi di riferimento dell’estate italiana. Quest’anno gli organizzatori hanno superato un ulteriore step: l’ingresso era a pagamento. Pochissimo, 5 Euro, ma c’era un biglietto. I numeri fatti registrare lasciano poco spazio a dubbi relativamente al successo dell’iniziativa. 11.000 ingressi la prima sera (Bluvertigo headliner), 15.000 la seconda (Afterhours), sold out (20.000 spettatori con Bloody Beetroots headliner) il sabato e chiusura con 16.000 (Elio e le storie tese headliner), per un totale di 62.000 paganti complessivi.

Cifre importanti, che possono autorizzare sogni e line-up sempre più importanti. Lo stesso Lombardi in una lettera aperta diramata poche ore dopo la fine del festival dichiara: “Abbiamo superato anche la soglia psicologica del ticket di ingresso (…) Meglio di così non poteva andare, adesso i numeri sono certificati dai biglietti e dalle spettacolari immagini del nostro villaggio (…) Abbiamo visto che non c’è paura per il biglietto anche se minimo e simbolico di cinque euro. E così magari potremmo osare di più con gli ospiti, tentando magari di strutturare l’area per ampliarla e aumentare i servizi.”

Non tutto però è stato rosa e fiori, una clamorosa bomba d’acqua venerdì sera ha rischiato di mandare all’aria tutti i piani del festival: “In pochi attimi – prosegue Lombardi – siamo riusciti a gestire un’enorme emergenza, centinaia di auto bloccate nel fango. Ci siamo sporcati in prima persona, abbiamo pagato di tasca nostra interventi straordinari per ribonificare l’area con camion e camion di terra e ghiaia. Abbiamo pure trovato una nuova area parcheggi all’ultimo minuto grazie ad Alì. Ma sappiamo anche stare tra la gente: abbiamo bussato ad ogni casa nella zona della Dogana, invitando tutti i residenti. Lamentele? Inevitabili, ma meno di quelle che pensavamo. La gente ci ama.”

Ottimismo che lascia spazio anche all’amara considerazione relativa alle difficoltà relative a burocrazia, politica e quant’altro: “Treviso ha bisogno di una area fissa, organizzata per i grandi eventi. Solo così la città potrà valorizzare la sua importanza turistica. E ci siamo pure stancati di sottolineare cosa questo possa voler dire: hotel e ristoranti che lavorano, marketing territoriale, valorizzazione della città: siamo e potremmo essere sempre più un indotto per il territorio. Chiediamo sempre di continuo questo famoso “campeggio” che non significa far dormire delle persone in tenda, ma avere un’area viva 24 ore al giorno, in modo da realizzare tutti i nostri obiettivi. E invece ci troviamo a discutere di orari di apertura, di sciocchezze che servono solo a perdere tempo.Tempo che invece dovremo impiegare per concretizzare azioni, non c’è più tempo e scusa per parlarne.”

Qualsiasi cosa succeda, Home Festival è sicuramente un esempio da seguire da vicino e da supportare in ogni modo possibile. Il futuro dei festival in Italia, passa anche da Treviso…

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