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I 10 frontman più energici della storia del rock

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di Laura Ritagliati
Foto di Francesco Prandoni

Non ce ne vogliano chitarristi, batteristi e bassisti. Per quanto grande possa essere stato il loro contributo, nel Libro del Rock’n’Roll le migliori pagine, quelle più entusiasmanti e avvincenti sono state scritte dai cantanti – molti dei quali, a dirla tutta, erano e sono soliti salire sul palco con uno strumento. Salvo rare eccezioni, per esempio Angus Young degli AC/DC, pensiamo ai cantanti quando pronunciamo o leggiamo la parola frontman, termine con il quale da sempre indichiamo chi più interagisce con il pubblico. Il frontman è colui il quale ha l’onore e la responsabilità di far scorrere l’energia tra palco e platea durante un concerto: è la punta della piramide, la chiave di volta di un grande spettacolo.

Che cosa rende veramente grande un frontman? Sfogliando il Libro del Rock’n’Roll, è facile notare che una caratteristica in particolare accomuna i migliori: la fisicità. Intesa non tanto come bellezza o forza, ma piuttosto come capacità di utilizzare il corpo come elemento espressivo, di comunicazione. Non solo, la fisicità che ha reso grandi alcuni frontman del rock ha a che fare con la capacità di dare fisicamente tutto sul palco, spendendo ogni goccia di sudore per donarsi completamente al pubblico.

Fatte queste dovute promesse, non è difficile individuare i 10 frontman più energici della storia del rock. Che, guarda caso, coincidono con i migliori in assoluto.

Axl Rose, Guns N’Roses
É il leader di una delle band che ha segnato la storia dell’hard rock made in U.S.A. e che, dopo separazioni e lotte intestine, è fresca di reunion. Axl Rose,dopo i fasti degli anni ’80/’90 è ritornato a ruggire sul palco (anche) come voce degli AC/DC. Un grande ritorno per lui, promosso a pieni voti nonostante l’infortunio che lo ha costretto per alcuni show a cantare sul trono di chitarre (prestatogli da Dave Grohl). Oggi la forma fisica non è più quella di una volta, ma riguardatevi qualche esibizione dei primi anni Novanta, poi ci dite.

Bruce Springsteen
I fan del Boss amano dire che il mondo si divida tra chi ama Springsteen e chi non l’ha mai visto dal vivo. Non siamo molto lontani dalla verità. La sua straripante carica, la personalità, umana e artistica, sul palco trovano la massima espressione. Come è noto, Bruce dal vivo è una specie di maratoneta del rock: la durata dei suoi show si assesta intorno alle 3 ore abbondanti, con una scaletta che supera le 30 canzoni. Caso a parte è stato l’esordio europeo di The River Tour 2016, quando al Camp Nou di Barcellona si è toccato il record delle quasi 4 ore di concerto (3 e 56 minuti per l’esattezza). E anche chi l’ha visto in Italia può raccontare di concerti della stessa durata.

Dave Gahan, Depeche Mode
È probabilmente uno dei frontman più carismatici di tutti i tempi, ma sicuramente è quello che ha maggiore padronanza del proprio corpo. Sul palco Mr Gahan si contorce e si dimena senza tregua, con la coordinazione di chi danza sul serio e l’astuzia di chi sa usare i propri muscoli (nonostante non sia più un ragazzino) per risultare dannatamente attraente. Che sia con i Depeche Mode o in versione solista, dal vivo Dave è un fiume in piena d’energia, un mix straordinario di voce e fisico.

Dave Grohl, Foo Fighters
Prima come batterista dei Nirvana e ora come frontman dei Foo Fighters, Dave Grohl è uno degli artisti più amati della scena rock contemporanea. Merito della sua capacità di interagire con il pubblico, oltre che delle sue ottime doti come musicista. In concerto è in grado di fare rock nella sua forma più primordiale, aggressiva, fisica. Sul palco non si risparmia mai, offrendo prestazioni vocali che si sorreggono grazie a un grande sforzo fisico. Neppure una gamba rotta gli ha impedito di sprigionare energia in quantità massicce.

Eddie Vedder, Pearl Jam
Dici Pearl Jam e pensi a Eddie Vedder. Carismatico e da sempre convinto del valore etico e romantico della musica, il californiano dal vivo si concede interamente al pubblico, proponendo show di un’intensità straordinaria. Dai primi anni Novanta, quando era solito lanciarsi sulla folla, a oggi, che pure certi rischi (comprensibilmente) non se li prende più, Vedder non ha mai deluso quanto a personalità ed energia. C’è molto di suo se i Pearl Jam, superati i 50, sono ancora una delle rock band più solide e potenti del mondo.

Freddie Mercury, Queen
Per descrivere ciò che Freddie Mercury era sul palco ci vogliono i libri, e forse non bastano neanche quelli. Voce strepitosa, talento musicale purissimo, e intrattenitore di primissimo livello grazie a prestazioni fisiche da vero atleta: Freddie è un riferimento per chiunque voglia ami la musica e i concerti. È persino difficile trovare le parole per descrivere la forza delle sue performance: meglio godersele nei tanti video a disposizione. Chi ha avuto l’opportunità di vederlo sul palco non dovrebbe mai smettere di ringraziare il destino per questo dono.

Iggy Pop
Se ti hanno soprannominato l’iguana del rock, un motivo ci sarà no? Iggy ha fatto del contorsionismo onstage il suo marchio di fabbrica. Icona leggendaria del movimento punk, nel corso della sua carriera si è misurato con una vasta gamma di generi musicali, dall’hard rock al pop, dal blues all’elettronica, mantenendosi costante in un unico aspetto fondamentale: la qualità delle sue performance sul palco. Durante i suoi concerti, oltre ad agitarsi e muoversi sinuosamente a petto nudo, si concede anche lo stage diving. Vederlo dal vivo è ancora oggi una gran botta di adrenalina, nonostante sia all’alba dei 70 anni.

Jim Morrison, The Doors
Il bello e dannato del rock per antonomasia, uno dei primi ad entrare sfortunatamente nel “club del 27″ (espressione usata per indicare alcuni artisti deceduti in circostanze spesso misteriose all’età di 27 anni, ndr), subito dopo Brian Jones, Jimi Hendrix e Janis Joplin. Nonostante la sua fulminea carriera, Morrison è passato alla storia come una delle icone della rivoluzione dei costumi musicali e sociali degli anni ’60. Assistere ad una sua performance era una vera e propria esperienza mistica, la stessa che lui stesso viveva sul palco.

Mick Jagger, The Rolling Stones
Un fuoriclasse dell’intrattenimento che in più di cinquant’anni di carriera si è costruito l’immagine di icona indiscussa del rock. Per capire la sua grandezza, basta riflettere su un fatto: è riuscito a trasformare un chiaro difetto, la scarsa coordinazione nei movimenti, in una delle sue migliori qualità. Quel modo di muoversi sul palco, così sgraziato e frenetico, è diventato uno dei marchi di fabbrica degli Stones. Se qualcuno vi dovesse chiedere “cos’è il rock”, fategli vedere Jagger che sculetta sul palco. Capirà all’istante.

Roger Daltrey, The Who
Nel corso dei suoi quasi cinquant’anni di attività, Roger Daltrey ha sempre portato sul palco una grande dose di energia, incanalata in una voce ruggente e nelle tipiche movenze. Madre Natura l’ha dotato di un fisico straordinario (basti vedere in quale smagliante forma si presenta ancora oggi, a 70 anni, sul palco) ma bisogna essere grandi professionisti e prepararsi con cura per raggiungere un tale livello di performance. Se avete dei dubbi in merito, comprate un biglietto per i concerti in Italia del prossimo autunno, ammesso che ne sia rimasto qualcuno.

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