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Quella volta che Iggy Pop rischiò di diventare il cantante dei Doors

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di Luca Garrò
Foto di Roberto Panucci

Ray Manzarek, Danny Sugerman e Iggy Pop avevano una passione in comune: Jim Morrison. Il primo, nell’estate del ’65 si era fatto incantare a Venice Beach dai versi di colui che, fin da subito, capì essere la persona che avrebbe completato la sua anima inquieta; gli altri due, invece, assistendo ad un concerto dei Doors compresero quello che avrebbero voluto fare della propria vita. Danny aveva solo dodici anni quando incrociò per la prima volta lo sguardo di Jimbo: lo zio lo aveva portato ad uno show della band di nascosto alla madre, senza sapere che quel gesto avrebbe cambiato per sempre la vita del nipote. Il ragazzino iniziò a pedinare Morrison fino a diventare prima colui che si occupava della posta del gruppo e poi, dall’addio di Bill Siddons fino agli anni duemila, anche il loro manager.

Lo stile da performer di Iggy Pop aveva iniziato a prendere forma proprio assistendo ad un concerto dei Doors nel 1967, alla University of Michigan, dove Iggy restò impressionato dall’esibizione del cantante, prendendo spunto per le proprie esibizioni con gli Stooges. Nel 1974, per qualche settimana, le strade dei tre si incrociarono pericolosamente. Danny, che aveva sviluppato una vera e propria ossessione nei confronti di Morrison, aveva passato gli ultimi anni della propria vita a bere e a farsi, fino al giorno in cui aveva visto esibirsi proprio l’Iguana con i ritrovati Stooges, freschi della pubblicazione di Raw Power: immediatamente capì che quell’uomo avrebbe potuto colmare il vuoto che, solo tre anni prima, aveva lasciato in lui l’autore di The End. Iggy era folle, fuori controllo e, proprio come Jim, pareva indistruttibile: a fine serata i due erano già partners in crime.

Poi c’era Ray, che aveva provato a portare avanti l’avventura dei Doors, registrando due album di nessun successo insieme a Densmore e Krieger, dandosi poi ad una più dignitosa carriera solista. L’idea di mettere per sempre in un cassetto la band che gli aveva dato la celebrità, tuttavia, lo faceva star sveglio la notte. Quando Danny, ai tempi ancora il suo manager, gli suonò una sera al campanello con quella che riteneva essere una proposta geniale, beh, Ray decise di ascoltarlo. “Fidati Ray, Iggy è colui che può far rinascere i Doors. Tu sei sempre stato la parte apollinea della band, lui riporterebbe quella dionisiaca che non hai più trovato. Dimentica Paul Rodgers, dimentica Paul McCartney. Lui è l’unico”.

Ray, nonostante i dubbi, si decise quindi a chiamarlo per una serie di prove in vista di un concerto d’apertura per i New York Dolls di Johnny Thunders: le cose partirono molto bene, Iggy era quasi sempre sobrio e i due registrarono anche delle cover negli studi di Manzarek. “Ok, facciamo questo show prima delle Dolls e poi vediamo se chiamare anche Robbie e John e rimettere in piedi la band” – disse Ray a Danny – “Tu assicurati solo che arrivi a destinazione.”. Quella sera, Iggy si presentò con un’ora e mezza di ritardo, truccato da donna e con le mutande abbassate fino ai polpacci: “Scusami Ray, non puoi capire come bacino bene i marinai di Detroit. Mi cambio e sono tuo”.

Lo show andò benissimo, con Iggy in grado di stregare chiunque con pezzi che andavano dal repertorio dei Doors ai classici del rock’n’roll. Non fu facile per i NYD salire sul palco dopo quell’esibizione. Tuttavia, sia Manzarek che Sugerman capirono che Iggy avrebbe fatto da lì a breve la stessa fine del loro amato Jim e non volevano trovarsi ad elaborare un nuovo lutto. Come andò a finire? Danny Sugerman morì nel 2005 dopo una vita di stravizi, trapianti di fegato e cliniche di disintossicazione. Ray Manzarek è scomparso nel 2013 a causa di un tumore. Iggy Pop è vivo ed è in giro per l’Europa a promuovere uno degli album più belli della sua carriera.

#livepills

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