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Shari, la giovanissima promessa italiana che ascolta Lorde e apre i concerti de Il Volo

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Viso grazioso, grinta e voce da cantante già fatta e finita. Ma il fisico e la carta d’identità dicono altro. A 13 anni Shari è la nuova promessa della musica italiana per gli anni a venire. Promessa nel vero senso della parola, ché spesso questo termine si usa per artisti che hanno già alle spalle qualche album. Invece la giovanissima cantante friulana resa popolare dalla trasmissione Tú sí que vales grazie alle cover di Imagine e The Sound of Silence si è ritrovata all’improvviso catapultata in un mondo che sarebbe ben lontano da quello di una tredicenne. E forse non è un caso che abbia oggi a che fare con altri ragazzi come lei usciti, giovanissimi, da un talent televisivo: è ospite fissa dei concerti italiani de Il Volo, con i quali duetta su The Best Day Of My Life.

Ma Shari, oltre al manager del trio vocale, ha convinto anche un’etichetta come Warner, che l’ha messa sotto contratto e farà uscire il 5 febbraio un mini Ep con le due cover, grazie alla voce e alla sicurezza in se stessa, che potrebbe anche essere confusa per supponenza, ma più probabilmente è solo l’ingenuità di una ragazza che deve ancora finire le scuole medie e si scopre da un giorno all’altro al centro dell’attenzione. Ecco perché con una sana sfacciataggine, a chi le chiede se abbia pensato di voler aspettare di essere più grande prima di dedicarsi alla musica e alla popolarità che può comportare, risponde che «Viverla adesso o viverla dopo è uguale, quindi preferisco godermela subito». A pensare al suo futuro dovranno essere i suoi genitori.

«Ho iniziato col Canta Tu», spiega Shari con quel misto di sfacciataggine e sincerità, «ma già a sette anni ho iniziato a prendere lezioni di piano perché avevo talento. I miei riferimenti sono internazionali, come Sia e Lorde, e per questo preferisco cantare in inglese. Però mi stufo molto facilmente e amo cambiare: non ho opposizioni a un genere musicale in particolare. Di italiane invece mi piacciono Annalisa e Alessandra Amoroso. Ma quando scrivo delle canzoni parto dalla musica e dalla melodia, per poi aggiungere un inglese un po’ “sporco” che alla fine poi riadatto». Le idee in testa sono già chiare. La speranza è che, con il talento che ha, sia accompagnata nel modo giusto.

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