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Beyoncè ha cantato l'inno in playback? Gli esperti dicono di no

Polemica negli Stati Uniti: Beyoncè Knowles avrebbe cantato l’inno nazionale in playback durante la cerimonia per il giuramento di Obama. Ma un sito inglese di esperti in produzioni audio smentisce.

inno americano Beyonce playback

Dopo i complimenti e le belle parole ricevute per la sua interpretazione dell’inno americano durante la cerimonia per il giuramento di Obama, quando si è presentata al cospetto di una folla di 800.000 persone, Beyoncè deve fare i conti con le polemiche seguite alle dichiarazioni di una fonte interna alla Marine Band, l’orchestra della Marina Militare statunitense che ha accompagnato la cantante durante l’esibizione. «Ha interpretato The Star Spangled Banner in playback» dicono i marines. Pare che la canzone fosse stata preregistrata in studio e che la popstar abbia solo finto di cantare dal vivo.

La fonte della Marine Band ha spiegato come sia normale registrare una versione da studio delle canzoni che devono essere cantate durante cerimonie di grande importanza. Si tratta di incisioni di sicurezza. Poi l’artista sceglie – anche all’ultimo secondo – se esibirsi dal vivo o usare la registrazione. Non è chiaro il motivo per cui Beyoncè non si sia fidata della sua meravigliosa voce (forse un po’ di comprensibile emozione?), ma non si tratta nemmeno dell’unico caso in cui una celebrità del suo calibro abbia optato per la stessa soluzione. Basti ricordare il Super Bowl del 1991, quando Whitney Houston cantò proprio l’inno americano in playback: quella performace resta una delle più amate (dagli amercani) esecuzioni di The Star Spangled Banner. 

A difesa di Beyoncè si schiera Production Advice, sito inglese di produzioni audio. Con un post, gli esperti sostengono che la popstar ha chiaramente cantato dal vivo, anche se in effetti si sente una cosiddetta backing track (ovvero una registrazione in sottofondo). Sono diversi gli indizi che mostrano come la performance di Beyoncè non sia stata in playback. Per esempio, sostiene Production Advice, quando all’inizio dell’esibizione la voce dell’artista si sente poco, perchè il volume del microfono è troppo basso; quel volume viene poi alzato e tutto questo non sarebbe accaduto con una registrazione. Gli esperti sostengono inoltre di riconoscere nitidamente quello che in gergo è chiamato “proximity effect”: la voce di Beyonce cambia quando, sorridendo, modifica l’ampiezza della sua bocca.

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