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INRI: il ritorno dell'etichetta indipendente

2003. Torino. Dade e Poldo, sul balcone di una casa che affaccia sui giardini reali di Torino, guardano la polizia in antisommossa sgomberare il Fenix, storico squat torinese. «Ci rimane solo l’arte per protestare –pensarono – Un covo di creativi, disadattati, perdigiorno. E’ così che cambieremo le cose. Si chiamerà INRI: Istinti Non Ritenuti Idonei». L’etichetta discografica INRI nacque lì, fra una Camel Light e un Montecristo. Morì la settimana seguente.

Ora, risorge presentando due progetti dal forte timbro indipendente: il primo è l’album di debutto di Alberto Bianco, Nostalgina, registrato con AntiAnti. Come definito dallo stesso Bianco, è un disco “diverso. Nostalgina non è un disco pop, è un disco bob!”. Un progetto intriso di romanticismo suonato con il pianoforte, il sax, le chitarre elettriche, le chitarre slide e l’armonica.

Il secondo è l’album dei Cyborgs: un power duo che propone un blues molto vicino a quello delle origini, con un riferimento chiaro alla musica nera dagli anni ’30 ai ’60, riportata ai giorni nostri e modernizzata in chiave roots. “Il loro intento è quello di smuovere le coscienze con la musica, a suon di ‘electrofunkblues’, ed è per questo che, in tempi bui come questi, un disco così è più prezioso dell’aria”.

 

 

 

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