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Ma quale canto di Natale? La vera storia di Jingle Bells parla di sbronze e corse

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Sveliamo qualche aneddoto su un canto natalizio tra i più amati di sempre. La vera storia di Jingle Bells non parla affatto del Natale, ma di bevute, slitte e anche ragazze.

È una delle canzoni di Natale più conosciute al mondo e a ognuno è capitato di cantarla almeno una volta. Ma quanti hanno realmente prestato attenzione al testo e a cosa racconta? Stiamo parlando di Jingle Bells, la cui storia però non è per nulla quella che ci si aspetterebbe da un classico inno natalizio.

Composta da James Pierpont, fu pubblicata nel 1857 con l’intenzione di diventare un canto da intonare nel giorno del Ringraziamento, una delle feste nazionali americane più importanti che cade ogni anno il quarto giovedì di novembre. Ma fu solo nel 1859 che il brano assunse popolarità, dopo che il titolo fu cambiato da One Horse Open Sleigh a Jingle Bells (letteralmente da “La slitta trainata da un cavallo” a “Campanellini”). Fu allora che divenne uno dei più celebri canti natalizi.

Quello che però molti non sanno è l’origine della canzone come canto da osteria. La CBC, ossia l’equivalente della Rai in Canada, ha dedicato un servizio per svelare la vera storia dietro a Jingle Bells e ha chiarito che è quanto di più lontano ci sia da un’allegro inno da cantare in famiglia. Si tratta infatti un brano composto in una taverna per essere cantato a forza di brindisi e bevute.

«Jingle bells, jingle bells, jingle all the way. Oh, what fun it is to ride in a one-horse open sleigh». Il ritornello del pezzo sarebbe in pratica un inno a divertirsi durante le corse di slitte che nel periodo invernale tenevano banco sulle rive del Mystic River, a Medford in Massachusetts. La cittadina, situata appena a nord di Boston, era un luogo noto per la produzione di rum e le corse di slitte erano un ottimo motivo all’epoca per dare fondo alle riserve delle taverne. Quindi in pratica la canzone sarebbe un inno al bere rum durante le corse sulla neve.

L’autore del brano non era poi esattamente il tipico compositore dell’Ottocento. James Pierpont aveva lasciato la moglie per cercare fortuna nel West con la corsa all’oro. Una volta morta la moglie, si era poi risposato abbandonando i figli avuti dal precedente matrimonio e aveva tagliato le relazioni con il padre, il reverendo John Pierpont, un pastore protestante, astemio e vicino ai movimenti abolizionisti, che si occupò dei nipoti.

La canzone sarebbe dunque anche una sorta di scherno nei confronti del padre, per parlare di corse di slitte, bevute, sbornie e ragazze. E, andando oltre alla prima strofa della canzone (l’unica cantata sempre) e leggendo le successive (spesso dimenticate), c’è da credere che il divertimento cui si riferisce il pezzo effettivamente non sia quello dello stare in famiglia a Natale.

A day or two ago I thought I’d take a ride,
and soon Miss Fannie Bright was seated by my side.
The horse was lean and lank, misfortune seemed his lot,
he got into a drifted bank and we, we got upsot.

A day or two ago, the story I must tell
I went out on the snow and on my back I fell.
A gent was riding by in a one-horse open sleigh
he laughed as there I sprawling lie, but quickly drove away.

Now the ground is white, go it while you’re young,
Take the girls tonight and sing this sleighing song.
Just get a bobtailed bay, two-forty for his speed,
Then hitch him to an open sleigh, and crack! You’ll take the lead.

C’è poi un ulteriore e curioso aneddoto riguardo al brano. James Pierpont visse alcuni anni a Savannah, in Georgia, dove il fratello era pastore in una chiesa locale. Lì iniziò a comporre canzoni e conobbe la sua seconda moglie, figlia del sindaco. Alcuni studiosi in realtà pensano che Jingle Bells fu composta a Savannah e lì suonata per la prima volta da Pierpont nella chiesa del fratello, dove lui era organista, proprio in occasione del giorno del Ringraziamento. Ecco perché i cittadini di Savannah sostengono che quelli di Medford abbiano “rubato” la paternità della canzone.

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