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John Frusciante ha condiviso gratis la sua nuova musica perchè «l’Arte è dare, non vendere»

John Frusciante canzoni gratis protesta

John Frusciante ha pubblicato sul suo sito una lunga lettera nella quale spiega perché ha deciso di rendere disponibili su SoundCloud e Bandcamp numerosi pezzi da lui registrati in questi anni. Il messaggio è anche l’occasione per l’ex chitarrista dei Red Hot Chili Peppers di fare un’approfondita riflessione sulle dinamiche che regolano il mercato musicale.

A inizio 2015 aveva detto di non voler più fare musica non avendo un pubblico cui rivolgersi. Un’idea netta, che ha precisato meglio proprio nella lettera aperta appena scritta. «Intendevo dire che non ho più in mente le facce di determinate persone alle quali devo far ascoltare la mia musica, quando compongo…», si legge. «Questo mi ha permesso di avere più libertà e nuovi stimoli per crescere e andare avanti».

E ancora, riguardo alla consapevolezza o necessità del pubblico di sapere ciò che vuole ascoltare: «Non penso che le persone “volessero” Jimi Hendrix prima del 1967, non sapevano cosa fosse un sound come il suo. Come potrebbero averlo desiderato se non lo conoscevano? Forse “volevano” Sgt. Pepper prima che uscisse? Impossibile, perchè fino a quel momento non si era mai sentito nulla del genere. Certo, i musicisti che vogliono diventare famosi o continuare ad esserlo si sono abituati a questo stupido concetto di “dare al pubblico ciò che vuole”. Ci ho convissuto, e bene, per anni, ma nel 2008 ho deciso che non avrei più voluto dare nulla a persone che credono che essere e fare il musicista significhi dare al pubblico ciò che vuole». Ed è per questo che, di conseguenza, ha cominciato a collaborare solo con etichette indipendenti.

«Quando si fa musica con un’etichetta, quest’ultima vende la musica, non la offre. E l’Arte si offre. Se io canto una canzone per un amico, lo faccio gratuitamente; se ti vendo qualcosa, dico che l’hai acquistato, non che te l’ho dato. Gli artisti hanno venduto la loro musica al pubblico per così tanto tempo che ora si svendono, spacciando la continua immissione sul mercato di prodotti come amore nei confronti dei loro fan. Fin da quando ero piccolo, associo la parola svendita agli artisti cui piace più fare soldi che musica, indica mancanza di integrità artistica… È scandaloso che sia diventata una cosa normale e accettata da tutti».

In conclusione, poi, spiega la scelta di pubblicare nuovi materiali accumulati in questi anni su piattaforme che lo rendono disponibile gratuitamente. «La possibilità, diventata così comune, di dare alla gente musica gratis ci ricorda che l’espressione artistica è sempre una questione di dare, non prendere o vendere. La vendita è il momento nel quale si fanno i soldi, la creazione è il momento nel quale si dona qualcosa. Sono distinti e sono convinto che si dovrebbe sempre fare musica perché la si ama, senza badare alle vendite. Il momento creativo è fonte di vita, far soldi è ciò che la gente fa per mangiare, vestirsi, avere una casa, soddisfare le proprie necessità, togliersi degli sfizi in alcuni casi, dare libero sfogo alla propria cupidigia in altri».

Tra i pezzi condivisi, la sua interpretazione di Fight For Love, canzone che fa parte della colonna sonora del film Casa De Mi Padre (2012):

 

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