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L’assassino di John Lennon si è pentito: «Sono stato un idiota, mi dispiace»

John Lennon Assassino pentito

Mark David Chapman è tristemente noto per essere il killer di John Lennon. In una recente udienza, l’americano si è pentito dell’omicidio commesso 34 anni fa.

Non è mai troppo tardi. Nemmeno per pentirsi di aver ucciso John Lennon. A quasi 35 anni dalla sera di quel maledetto 8 dicembre 1980, quando di fronte al Dakota Building di Manhattan, New York (dove Lennon viveva), il venticinquenne Mark David Chapman sparò cinque colpi di pistola uccidendo l’iconico musicista, l’assassino si è reso conto di averla fatta grossa e si è scusato con il mondo intero. Il pentimento, come riporta l’Independent, risale ad una recente udienza in cui Chapman ha chiesto di uscire dalla prigione in regime di libertà vigilata.

«Mi dispiace per aver causato un così grande dolore» ha detto l’assassino di Lennon. «Mi dispiace di essere stato un idiota e di aver scelto il modo sbagliato per raggiungere la gloria. Molte persone lo amavano. Era un grande e talentuoso uomo e molta gente ancora soffre per colpa mia. Ricevo ancora tantissime lettere e questo significa che il mio non è stato un crimine normale».

Per la cronaca, dopo l’udienza dello scorso 20 agosto, gli inquirenti hanno negato a Chapman la libertà vigilata (era l’ottava richiesta) con queste motivazioni: «Chapman non è in grado di vivere da uomo libero senza violare ancora la legge». Nella lettera con cui è stato spiegato il rifiuto, si dice anche che «le sue azioni hanno devastato una famiglia e tutti quelli che amavano la vittima». Cioè, milioni di persone.

Il 59enne americano è in carcere dal 1981, quando venne accusato di omicidio di secondo grado e, dichiaratosi colpevole, fu condannato alla reclusione da un minimo di 20 anni al massimo dell’ergastolo (la legge statunitense prevede questo tipo di pena). Nel 2000, scontato il minimo della, si è visto rifiutare la prima di una lunga serie di richieste di scarcerazione sulla parola e la libertà vigilata.

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