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Jovanotti: dopo il tris cala il poker

Sono stati tre giorni esplosivi quelli di Lorenzo a Milano. Dopo il grande successo di Ora, Jovanotti ha portato anche a Milano il suo spettacolo 4d, anticipato nelle prime due date dal set de Le Luci Della Centrale Elettrica, celebrato dai tanti ospiti, come l’amico Ben Harper. Il tutto era iniziato nel 2008, quando Ben prestò la sua slide al fortunato singolo di Lorenzo, quella Fango che ha portato i due ad una stima reciproca timbrata dalle parole del Jova: «Impossibile non adorarlo».

Ieri sera, nell’ultima data del mini tour milanese, Lorenzo ha confermato la potenza del suo progetto quadrimensionale. Dopo l’attacco di Megamix anticipato da Piero Angela, il Jova esce dal fumo e corre al centro del Fourm, su quella lingua di palco che arriva alla pancia del parterre, mentre sul megaschermo alle sue spalle girano i numeri demografici di Milano. È uno spettacolo potente, curato nei minimi dettagli. Lorenzo attraversa tutti gli aspetti, dalla vita, con le immagini dell’infanzia, la natura, la rivoluzione egiziana e la grande occasione di poter scegliere chi votare.
Tutto questo, in una varietà musicale che ha attraversato tutta la carriera di Cherbuni, dal rap di inizio anni ’90 (sottolineato dalla t-shirt e dal cappellino al contrario) all’electro dance di Ora, al reggae, duettando con Gonjasufi su One Love di Marley.
Ma la vera rivoluzione del nuovo progetto di Jovanotti, è il visual concept: mentre Lorenzo canta, nel megaschermo viene alterata la realtà: sulla sua giacca verde vengono proiettate ragnatele, coni di luce, ne L’ombelico del mondo sulla giacca girano tutte le bandiere delle nazioni diventando un’unica bandiera.
Il risultato è uno show che testimonia ancora una volta, come Lorenzo abbia capito il suono della musica, Ora.

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