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Jovanotti, l’idea di “frontiera” nel video del nuovo singolo Pieno di vita

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Il nuovo singolo con cui Jovanotti torna in rotazione radiofonica dopo l’estate è Pieno di vita. Il pezzo sarà trasmesso dai principali network a partire da venerdì 18 settembre ed è uno dei suoi preferiti del nuovo album.

«Mi ricordo bene quando è nata, un pomeriggio di un anno e mezzo fa che stavo provando una nuova chitarra in studio e la canzone è venuta fuori tutta insieme, l’ho appuntata al volo registrandola col cellulare e l’ho mandata via sms alla mia amata e ai soliti due o tre amici (che sono i primi a sentire le cose) aggiungendoci “mi sa che questo è un bel pezzo, è qualcosa che non avevo mai scritto prima, è qualcosa di nuovo, che dite?”. Per un certo periodo “pieno di vita” è rimasto scritto sulla lavagna dello studio anche come possibile titolo dell’album, poi ho cambiato idea perchè, non lo so perchè, anzi lo so ma questa è un’altra storia» ha scritto su Facebook.

A fine mese, inoltre, verrà lanciato anche il video, per il quale Jova ha voluto di nuovo accanto a sè Antonio Usbergo e Niccolò Celaia, meglio conosciuti come Younuts, con cui ha collaborato anche per la clip di Sabato e il film 2184 che veniva proiettato quest’estate agli inizi dei concerti negli stadi. Per traslare in immagini quello che racconta la canzone, hanno scelto il tema della frontiera, di così grande attualità in queste settimane. E proprio l’attualità ha costretto il team a prendere decisioni importanti su come realizzarlo.

«Siamo venuti a girare il video di Pieno di vita in un posto che avesse dentro l’idea di “frontiera”. Cambia il mondo e lei, la “frontiera”, si sposta, ma rimane al centro della scena di ogni epoca. E’ sempre lì, sulla “frontiera” che si giocano le emozioni forti e gli slanci vitali... Siamo venuti a girare nel sud della California, quasi in Messico, che è una frontiera reale e simbolica, storica ma ancora viva e “infuocata”. All’inizio del lavoro avevamo valutato l’idea di ambientarlo lungo una frontiera più attuale, che ci tocca più da vicino a noi che viviamo nel Mediterraneo, quella che è tutti i giorni sui nostri giornali e addosso a noi (ci siamo dentro) e non ci fa dormire mettendoci di fronte a domande difficili quanto necessarie. Abbiamo fatto un po’ di pensieri e abbiamo deciso di no e di ambientare il video sulla frontiera del nostro immaginario visivo più classico e cinematografico. Si prestava di più per una serie di ragioni che vanno da quelle stilistiche allo scrupolo di non voler mischiare entertainment e attualità in questo caso, in quel sottile “ricatto allo spettatore” che a volte è necessario ma che per questo video non ci prendeva bene», così ha raccontato la genesi del video.

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