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Jovanotti presenta Lorenzo 2015 CC: «Il mio album tra caos, libertà e onnipotenza»

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Finalmente è uscito uno degli album più attesi dell’anno, Lorenzo 2015 CC. A presentarlo è stato lo stesso Jovanotti, che ha anche parlato dei prossimi live negli stadi.

È arrivato sgasando. Su un Fifty Malaguti. Con tanto di rumore e stupore in sala. È apparso così Lorenzo Cherubini (o Jovanotti che dir vi piaccia) in tutto il suo splendore. Felice.

Ha presentato il suo nuovo disco Lorenzo 2015 CC. in una giornata uggiosa a Milano. E per un po’ è riuscito a far scordare anche la pioggia che cadeva fuori. I giornalisti (tanti) attenti ad ascoltarlo (tutti). E fra i numerosi addetti ai lavori ecco anche, immancabile, Claudio Cecchetto.

Un’ora e mezza filata durante la quale Lorenzo ha raccontato il suo nuovo lavoro: trenta (sì, 30) inediti. «Più un cloud che un disco», scherza Jova, «una nuvola dalla quale far piovere musica quando vi va». Lo presenta con l’aiuto di emoticon («le ho molto rivalutate») e slide straripanti di infografiche spiritose ed esaustive a descrivere il percorso creativo che lo ha portato fin qui.

«È stato un lungo viaggio», ammette. Un susseguirsi di alti e bassi «normali per chi fa dischi»: umane insicurezze, tripudi di euforia, buchi neri. «Dopo il giro negli stadi del 2013 ho avuto il tipico down post tour», ha raccontato. Poi i concerti sudamericani «andati bene», dunque la polmonite: «Mi sa che c’ho qualcosa che muoio», dice di aver pensato. Infine la guarigione e Cortona, la sua Cortona. Ed ecco che comincia il «lungo viaggio».

Un inizio scoppiettante. Entusiasmo. Poi lo studio di registrazione. La pressione. Le scadenze. E il confronto con Canova (suo produttore, ndr). «Lui è bravissimo, per questo mi mette in difficoltà», spiega Lorenzo. «Per registrare abbiamo scelto gli Electric Lady Studios di New York, quelli leggendari di Jimi Hendrix. Sotto avevo gli U2 che facevano le prove e accanto magari Katy Perry venuta a registrare una voce. Mi son sentito piccolo, ma felice».

Così arriva Sabato, il singolo di lancio del disco, con in copertina il Fifty con il quale si è presentato oggi in conferenza. «Un pezzo strano, ho temuto», confessa l’artista. «Ma le radio lo hanno abbracciato, le recensioni sono state buone e io mi sono gasato. Per poi avere il solito down che segue ogni successo». Fino a oggi: «Ora sono in fase euforica, di estasi e onnipotenza», ammicca soddisfatto.

«Illusioni, lacrime, vento, risate, amici, poesia, antinfiammatori, eros, agape, amore, sangue nelle vene». Ecco alcuni degli ingredienti scelti dal ragazzo fortunato di Cortona per questa nuova creatura. Già, l’amore. «È la cosa più importante, per me scrivere una canzone d’amore resta il massimo», dice. Anche se, il sentimento intorno al quale gira tutto l’album è «la libertà». E poi ancora: estate, Africa, mondo, cinema, fantascienza, rock, caos. Ma anche un po’ di «cantautore», inteso nella sua accezione più pura: semplicemente quella di chi scrive i testi delle sue canzoni, al netto di qualsiasi evocazione o appartenenza socio-politica. «Ma più di tutto spero che questi nuovi brani stimolino alla vita chi li ascolta».

lorenzo jovanotti emoticon

In copertina c’è lui, Lorenzo. È serio. Indossa una pettorina da motocross: «ho scelto una protezione per dichiarare la mia fragilità», ammette. «Il grande saggio è forte e si mette nudo, mentre io mi sento l’opposto». Eppure. Una delle parole che gli piace di più («io cavalco l’eppure da sempre»). Eppure, dicevamo, fragile o non fragile, ci siamo. Nuovo disco, nuovo tour. Negli stadi. Ancora. In concerto ne porterà poche di queste nuove canzoni «perché lo stadio è un enorme dj set e lì vuoi sentire le hit», ha spiegato.

Infine, un po’di spazio anche per la politica, nota stonata sulla quale lui se la cava comunque benissimo. Renzi? «Ho appoggiato la sua candidatura alle primarie perché mi sembrava una reale possibilità di cambiamento. Continuo a pensare che questa sia una grande opportunità. Per l’Italia. E anche per lui. Tengo il giudizio ancora sospeso e che il dibattito rimanga aperto».

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