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La Fender si quota in Borsa

La Fender si quota in Borsa. L’azienda produttrice di chitarre, fondata nel 1946 da Leo Fender, è giunta a uno snodo fondamentale della propria esistenza: nonostante la “Stratocaster” e la “Telecaster” – modelli utilizzati da rockstar come Hendrix, Clapton e Springsteen – restino le più celebri sei-corde del rock, la situazione economica non è brillante. Il bilancio 2011 si è chiuso con un utile di circa 17 milioni di dollari, ma è il debito di oltre 200 milioni a “chiamare” capitali. La collocazione presso il Nasdaq sarà gestita da JP Morgan e William Blair.

«Il brand Fender  – riferisce l’azienda – è strettamente associato alla nascita del rock ‘n’ roll e ha una forte eredità nella musica e nella cultura popolare». La Fender si definisce il maggiore produttore statunitense di chitarre e bassi (elettrici e acustici), ma possiede anche altri marchi con cui produce altri strumenti e amplificatori. A quanto pare, 100 dei milioni provenienti dal collocamento serviranno a ripagare i debiti. I dettagli dell’operazione non sono ancora stati rivelati, così come la data del collocamento.

Le vendite della Fender in Europa e Stati Uniti viaggiano lentamente da qualche anno. Solo l’apertura ai mercati orientali è in grado di garantire la sopravvivenza dello storico marchio: così si spiega il risultato del 2011, anno in cui l’azienda ha puntato proprio l’Asia – non a caso il secondo azionista (14%) è la giapponese Yamano Music, distributore sul mercato di Tokyo. Pare proprio che il futuro del rock and roll viaggi verso Est.

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