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La Pausini in concerto in Italia Mi chiamano Wonder Woman

Laura Pausini Tour 2012 nuovi concerti Napoli Lecce PescaraDall’inizio di giugno, Laura Pausini sarà nuovamente in tour in Italia. È la terza tranche di concerti nel nostro Paese, dopo le esibizioni di Roma e Milano a dicembre 2011 e i live di marzo, e non è nemmeno l’ultima. In mezzo, spettacoli in giro per il mondo. Una tournèe infinita che solo un’instancabile lavoratrice come Laura può reggere. Guarda caso, ha recentemente ricevuto un premio che premia proprio quella qualità. Mentre era chissà dove (a cantare naturalmente), le abbiamo rivolto qualche domanda a proposito.

Sono tanti i premi che Laura Pausini ha ricevuto in questi 19 anni di carriera e tanti saranno sicuramente quelli che ancora le verranno assegnati, considerato lo strepitoso successo che ha raccolto con l’ultimo disco Inedito e il tour mondiale che da dicembre 2011 sta portando in giro tra Nuovo e Vecchio Continente. Ma tra tutti ce n’è uno che non solo è simpatico per ciò che della Laura nazionale vuole celebrare ma è anche particolarmente rappresentativo di tanti aspetti che riguardano la vita professionale (e anche un po’ personale) della cantante di Solarolo. Parlo del premio Wonder Woman che le è stato attribuito dal pubblico di MTV Italia agli ultimi TRL Awards – il 5 maggio scorso a Firenze – e che è anche tra gli ultimi ad aver arricchito il suo palmares (da pochi giorni è arrivato anche quello dei Wind Music Awards per i quattro dischi di platino dell’ultimo album). Il titolo di “Wonder Woman” è significativo da più punti di vista, vediamoli con ordine.

DENTRO E FUORI I CONFINI

Evidentemente il giovane pubblico italiano non guarda solo alle popstar internazionali: Laura ha sbaragliato colleghe come Katy Perry, Lady Gaga, Rihanna e non credo sia solo (sano) patriottismo. L’Inedito World Tour è in giro da oltre sei mesi, un terzo dei quali passati in Italia, dove si è svolta la prima tranche in marzo, a cui si aggiungono le anteprime milanesi e romane a cavallo tra Natale e Capodanno e due nuovi giri nel nostro Paese nel periodo giugno/luglio e a dicembre. Sono tanti i teenager (ma non solo) che hanno potuto vederla dal vivo e sui quali è riuscita a far breccia con la sua normalità, così lontana dal divismo che su e giù dal palco è di routine tra le star mondiali. Il modo in cui si stabilisce un contatto (se si riesce, perché non è da tutti) con il pubblico è uno degli aspetti decisivi nella carriera di una cantante e in questo Laura è sempre andata fortissimo, forse anche per merito di quella naturale attitudine alla cordialità che contraddistingue i romagnoli. E’ una questione di affinità, o di feeling come direbbe Riccardo Cocciante, e non è un caso infatti che la cantante sia apprezzatissima anche oltre i nostri confini. Se provate a fare una ricerca in Rete, navigando con un po’ di impegno tra i commenti dei suoi fan all’estero, emerge sempre lo stesso aspetto: che si stia parlando della Francia (dove ha spopolato con ben 8 sold out in aprile), dell’Inghilterra (dove ha cantato una sola volta, ma nella prestigiosa Royal Albert Hall di Londra) o del Sud America, ciò che si tocca con mano è sempre un sentitissimo affetto e attaccamento proprio per la persona. E infatti, come ci ha confermato lei stessa, «all’ultimo raduno a Forlì c’erano fan dalla Svezia, dal Brasile, dal Cile, dal Messico, dalla Russia, dal Canada, dagli USA e perfino dal Giappone». Merito anche della grande attenzione che ha sempre mostrato nei confronti di tutti i suoi seguaci – da sempre la Pausini cerca di abbattere ogni ostacolo linguistico, con grandi progetti, tra cui la community www.laura4u.com, e piccoli gesti. Per esempio, in ogni Paese in cui si esibisce, Laura canta diversi suoi successi anche nella lingua locale. Uno sforzo simile, da vera Wonder Woman, è mosso dalla ferma volontà di stare più vicina alla gente, ma è anche motivo di realizzazione personale perché è «il modo per essere sempre me stessa».

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