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Lana Del Rey: «Sono andata a letto con un sacco di discografici, ma non mi è servito»

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Lana Del Rey ha raccontato i suoi inizi nel mondo della musica, quando aver fatto sesso con gente importante non l’ha aiutata a sfondare. Mentre con Dan Auerbach dei Black Keys…

Non è facile che un’artista di livello internazionale si lasci andare a confessioni sulla propria vita sentimentale. O, meglio, può anche capitare, quando però c’è da trarne profitto. Nel caso di Lana Del Rey è invece sorprendente notare come la cantautrice statunitense abbia ammesso in un’intervista alla rivista Complex di essere stata a letto con numerosi personaggi dell’industria discografica americana con la speranza di arrivare al successo. E, per togliersi il classico sassolino dalla scarpa, ha aggiunto che nessuno di loro ha poi mantenuto le promesse.

«Quella canzone (F*cked My Way Up to the Top contenuta nell’ultimo album, ndr) dice “So cosa pensate di me” e sto alludendo proprio a questo: sai, ho dormito con molti tizi dell’industria musicale ma nessuno di loro mi ha aiutata a ottenere un contratto. Ora che ci penso è stato molto frustrante».

Ammesso di voler credere alle parole di Miss Grant (chi ci dice che alla fine abbia trovato un produttore compiacente e compiaciuto?), la cantante ha poi aggiunto alcuni particolari sul suo rapporto, non solo lavorativo, con Dan Auerbach, membro dei Black Keys e produttore di Ultraviolence, l’ultimo bellissimo album di Del Rey.

«Mi piace l’amore “fisico”, sentirmi mani addosso. Come posso riuscire a dirlo senza finire nei casini? Preferisco una relazione passionale, se non c’è sintonia a livello fisico, non sono interessata. A volte mi capita di incontrare persone che hanno questo “fuoco”. Mentalmente magari non siamo simili e non viaggiamo sulla stessa lunghezza d’onda ma se c’è chimica, le cose vanno a buon fine, generalmente. L’ultima persona con cui ho avuto questo tipo di sintonia è Dan Auerbach, nel bene e nel male».

Insomma, Lana Del Rey si è lasciata parecchio andare, consapevole ormai di aver consolidato una fama e un successo certo meritati e non dover più temere un altro tipo di giudizi. Lo stesso Auerbach ha detto che «non c’è nessun album pop registrato come Ultraviolence negli ultimi quaranta, cinquant’anni». E le parole di uno degli artisti che più ha catalizzato la musica rock degli ultimi cinque anni non valgono certo poco.

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