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Le canzoni dei Pink Floyd che David Gilmour ama suonare dal vivo

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di Laura Ritagliati
Foto di Cristina Checchetto

Manca pochissimo ai concerti italiani di David Gilmour. Per il celebre musicista inglese si tratta di un ritorno in grande stile nel nostro Paese, con sei date in location prestigiose: il 2 e 3 luglio suonerà per la prima volta al  Circo Massimo all’interno del festival Postepay Sound Rock In Roma, mentre il 7 e 8 luglio sarà a Pompei e per concludere il 10 e 11 luglio salirà sul palco dell’Arena di Verona.

Per ingannare l’attesa e prepararvi al meglio ai concerti di luglio, (oltre a studiarvi quella che sarà la scaletta) date un’occhiata alle canzoni più celebri dei Pink Floyd che Gilmour ama di più suonare durante i suoi show. Ce n’è per tutti i gusti: da Astronomy Domine – prima traccia dell’album di debutto The Piper at the Gates of Dawn – fino a Wish You Were Here – estratta dall’omonimo capolavoro del 1975 – passando per Shine On You Crazy Diamond. 

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Wish You Were Here, da Wish You Were Here, 1975. Come molte delle canzoni presenti all’interno del disco, Wish You Were Here è un omaggio all’ex membro dei Pink Floyd Syd Barrett. Il riff di chitarra che troviamo all’interno del pezzo è opera (manco a dirlo) di Mr Gilmour.

What Do You Want From Me, da The Division Bell, 1994. Questa lenta ballata rock è stata scritta da Richard Wright, David Gilmour e da colei che sarebbe diventata la sua futura moglie, Polly Samson. Si tratta di una canzone “in stile Chicago Blues”, come aveva commentato un giornalista dopo la pubblicazione nel 1994.

Money, da The Dark Side of the Moon, 1973. É una vera e propria pietra miliare della storia del progressive rock. Money, tra le altre cose, è uno dei quattro pezzi che i Pink Floyd hanno suonato nel luglio 2005, quando sono tornati a calcare lo stesso palco per la prima ed ultima volta dopo 24 anni.

Us And Them, da The Dark Side of the Moon, 1973. Scritta a quattro mani da Roger Waters e Richard Wright, la canzone prende ispirazione da un frammento registrato nel 1969 per Zabriskie Pointfilm di Michelangelo Antonioni.

High Hopes, da The Division Bell, 1994. Si tratta di un pezzo particolarmente caro a David Gilmour vista la sua forte valenza autobiografica. La scelta del nome fa riferimento alla campana che nel parlamento inglese segna l’inizio di una votazione (detta appunto division bell).

Astronomy Domine, da The Piper at the Gates of Dawn, 1967. Prima traccia dell’album di debutto The Piper at the Gates of Dawn, la canzone è nata nel 1966 nell’appartamento di Highgate di Mike Leonard, in cui si svolgevano le session della band in quel periodo.

Shine On You Crazy Diamond, da Delicate Sound of Thunder, 1988. Eseguito per la prima volta nel corso del tour francese del 1974, il brano è l’ennesimo (struggente) omaggio a Syd Barrett, chitarrista che aveva lasciato il gruppo nel 1968 a causa di gravi problemi mentali.

Fat Old Sun, da Atom Heart Mother, 1970. Scritta interamente da Gilmour, la canzone è ispirata alla sua infanzia. Quando veniva eseguita dal vivo negli anni ’70, la band amava farla sfociare in una tipica rock jam floydiana piena di improvvisazioni e fuori programma.

Coming Back To Life, da The Division Bell, 1994. Dedicata da Gilmour alla moglie Polly Samson, Coming Back To Life si apre con una esecuzione del sintetizzatore, che lentamente si trasforma in un assolo di chitarra molto nitido.

Sorrow, da A Momentary Lapse of Reason, 1987. La leggenda narra che questo brano sia stato composto da David nel corso di un solo fine settimana trascorso sulla sua casa galleggiante (e studio di registrazione) Astoria.

Run Like Hell, da The Wall, 1979. Inizialmente era stata pensata più lunga, per essere poi tagliata per ragioni di spazio sul vinile. La versione originale di Run Like Hell si apre con un suono di una folla urlante, che fa spazio poco dopo alla chitarra di Gilmour e alla batteria di Mason.

Time, da The Dark Side Of The Moon, 1973. È uno dei pochi pezzi (l’ultimo per l’esattezza) nella carriera dei Pink Floyd ad essere stato scritto a “otto mani” dai quattro membri della band Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason, assieme a A Saucerful of Secrets, Party Sequence, Main Theme, Ibiza Bar, More Blues, Quicksilver, Echoes, Interstellar Overdrive e Pow R. Toc H.

Breathe, da The Dark Side Of The Moon, 1973. La sua struttura lo rende un brano lento e ricco di armonie. La chitarra elettrica di David Gilmour, sotto la direzione del suono del produttore Alan Parsons, è frequentemente raddoppiata.

Comfortably Numb, da The Wall, 1979. Nel 1989 la canzone è stata eletta dalla fanzine The Amazing Pudding, la più bella canzone mai scritta dal gruppo. Mentre nel 2004 lo stesso brano è stato inserito alla posizione numero 314 nella lista dei 500 migliori brani secondo Rolling Stone.

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