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Ligabue Campovolo Il Film 3D Luciano e il pubblico più bello

Luciano Ligabue è una brava persona e adora il suo pubblico. Non poteva sopportare che tanta gente fosse uscita delusa dalla prima edizione di Campovolo (settembre 2005) per colpa della sciagura acustica che si era abbattuta sulla serata, altrimenti magnifica. Gran parte dei 180.000 spettatori aveva sentito pochissimo per l’inadeguatezza dell’impianto di amplificazione e per l’oggettiva difficoltà di garantire qualità con di mezzo simili quantità (metri quadri, pubblico, palchi etc.). Per cui l’edizione 2011, Campovolo 2.0, è stata ideata e organizzata sicuramente come nuova grande festa, ma soprattutto come risarcimento alle decine di migliaia tra i ragazzi e ragazze che già avevano affollato il piccolo aeroporto di Reggio Emilia – a pochi chilometri da Correggio, dove Luciano è nato e ancora abita – e che per amore del Liga sarebbero tornate. Un omaggio ai fan, una giornata speciale che andasse oltre il concerto in quanto tale per rappresentare concretamente il senso di condivisione che la musica esprime in forma ideale. Il film di Campovolo, con l’aiuto della perentoria tecnologia tridimensionale, incornicia l’esperienza più della musica stessa di Ligabue, che tuttavia ne esce rafforzata in termini di potenza emotiva.

Ligabue Campovolo – IL FILM 3D prolunga il gesto d’affetto che Luciano ha rivolto al suo pubblico con il concerto-evento del 16 luglio 2011. «C’è un complimento che mi fanno spesso. Mi dicono che il mio è il pubblico più bello. E non è un fatto di lineamenti». Ligabue parla poco sul palco, ma non si risparmia quando c’è da rendere omaggio ai «ragazzi». Una moltitudine ordinata, pacifica e festante che le immagini del film celebrano anche quando l’inquadratura è rivolta al palco. Perché nei gesti e negli sguardi del Liga si riflette tutta la bellezza dei 110.000 di Campovolo. Un popolo che, pur in epoca, nazione e contesti storici diversi, evoca quello di Woodstock. Non è un caso: la platea, anche se enorme, è lo specchio di quello che accade sul palco e Ligabue è una persona pacifica ed estremamente onesta, leale nei rapporti umani al punto da richiamare ancora una volta tutti i musicisti che l’hanno accompagnato fin dal principio. Si può non amare la sua musica, ma negare la genuinità di Luciano significa mentire sapendo di farlo. Le bellissime immagini girate a Correggio – s’intrecciano alle riprese del concerto – con gli amici di una vita e il manager Claudio Maioli (il primo ad aver creduto nelle potenzialità del Liga) dicono più di qualunque tentativo giornalistico.

Ligabue Campovolo – IL FILM 3D esce il 7 dicembre in oltre 300 sale in tutta Italia ed è una prima assoluta per un artista italiano. Già gli U2 avevano portato al cinema un concerto in 3d, ma la distribuzione era stata limitata nel tempo e nello spazio. Qui invece c’è una programmazione degna di un “vero” film. Dopo averlo visto in anteprima, lunedì 5 dicembre al cinema Anteo di Milano, non mi stupirei se sbancasse il botteghino. La tridimensionalità restituisce buona parte dell’esperienza live e l’audio di un cinema è sicuramente migliore di quello di un concerto. Oltretutto l’alternarsi di immagini del concertone (regia di Cristian Biondani) e di quelle documentaristiche (regia di Marco Salom) rende la narrazione estremamente gradevole.

Il film di Ligabue a Campovolo è un’ottima dimostrazione di come le nuove tecnologie possano riprodurre la realtà con una fedeltà davvero impressionante. Questa pellicola potrebbe indicare una nuova strada per la musica, a patto che se ne percepisca la funzione: raccontare una storia già accaduta. E se quella storia è grande non c’è riproduzione che tenga.

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