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Max Pezzali: «La maturità mi ha fatto venire voglia di fare casino»

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Tra un impegno televisivo e un nuovo tour pronto a partire, Max Pezzali ha trovato il tempo di salire ancora una volta sull’astronave della musica per pubblicare un album live speciale, in uscita oggi, venerdì 13 maggio. Astronave Max New Mission 2016 contiene, infatti, due inediti e 14 successi registrati dal vivo al Forum di Assago. Ecco cosa ci ha raccontato l’ex 883 di questo nuovo progetto.

LA COLLABORAZIONE CON I CANI
Le due canzoni inedite sono Non lo so, scritto con Zibba, e Due anime, firmato insieme a i Cani. «Sono amico di Niccolò Contessa da una vita e un suo grandissimo fan. Lo sono dai tempi in cui mi segnalarono le sue versioni pazzesche, quasi electro-punk, di Con un deca degli 883. Pensavo fosse una parodia e invece chiudeva i concerti con questo brano. Ho contattato subito il manager, ho partecipato ai live al Piper di Roma ed è nata una grande amicizia. Siamo due anime sbagliate, due nerd! (ride, ndr). Niccolò è oggi uno degli autori più forti che abbiamo in Italia, non solo di testi ma anche di musiche. Mi piace per la qualità delle sue canzoni, per la sua capacità di cambiare prospettiva rispetto all’ovvio e scontato modo di scrivere i testi che tutti noi abbiamo. Lui è unico nel suo genere. Avevo nel cassetto Due anime, nato come un gioco ritmico-metrico, dopo un periodo di noia a livello compositivo. Ho vissuto una fase strana, di memoria muscolare, durante la quale mi ritrovavo insoddisfatto e sempre con gli stessi accordi in mano. Credo sia naturale questa ripetitività dell’azione dopo tanti anni di carriera e decine di album. Si tende a essere autoreferenziali e a perdere lucidità. Ho pensato allora di cambiare e di partire con una metrica diversa. E l’esperimento è riuscito grazie alla genialità de I Cani. Niccolò mi ha dato un punto di vista diverso. Voglio lavorare in questo modo anche nel mio prossimo album di inediti».

TRA VECCHIA SCUOLA E CAMBIAMENTO
«Le regole nella musica, in particolare nel cantautorato, cambiano di continuo – spiega Max Pezzali – È tutto un gioco di forze centrifughe e centripete. Per un certo periodo la musica va in un senso, sembra quasi una bestemmia fare qualcosa di diverso, almeno in Italia. L’amore lo devi raccontare in un determinato modo, ti dicono che devi fare leva su certe corde emotive, poi accadono cose e cambia di nuovo tutto. Quando ho cominciato a fare canzoni c’era il modello Sanremo: la ballad di successo doveva avere gli archi, l’aperturona da brividi che emozionasse. Io e Mauro (Repetto, ndr) dovevamo seguire questi canoni e consegnare un pezzo così al mese, per un contratto assurdo che avevamo firmato, forse neanche tanto legale! Guadagnavamo 300mila lire lordi in tutto, per tre anni. E dovevamo consegnare almeno 13-15 canzoni ogni anno, altrimenti ci toccava pagare pure la penale. Abbiamo imparato comunque a scrivere le canzoni anche se ti chiedevi: “ma se queste sono le regole del cantautorato, allora Bob Dylan è tutto da buttare via?”. Poi basta il primo che infrange le regole e tutto cambia. Gli 883 le hanno cambiate. Io credo che fino a una certa età puoi anche accettarle. Ma la maturità ti fa venire voglia di fare casino. Ecco, io sono proprio in questa fase. Come un vecchio che si è comprato la Porsche! Se non trovi lo stimolo per fare qualcosa di diverso, che ti dia un brivido nuovo, allora a 50 anni è meglio smettere di fare musica».

LA (NUOVA) CANZONE POP
«Quando scrivi una canzone puoi avere un approccio prosaico-materiale, oppure più aulico e sentimentale. In mezzo ci sono tante sfumature, mille colori che rendono il risultato molto variabile. Oggi è difficile parlare del quotidiano in un brano pop, perché il rap ha già fatto tutto, ha più credibilità e uno spazio metrico maggiore. Bisogna inventarsi quindi qualcosa di diverso. Recuperare una via di mezzo tra la cosa aulica e prosaica, con giochi di parole. Raccontare istantanee senza diventare troppo descrittivi. Utilizzare l’amore come pretesto. Neil Young dice che tutti vogliono sentire parlare di amore. Inutile quindi cercare di scappare, schifare l’argomento in modo aristocratico. L’amore è un ariete per arrivare ad altro. Chi scrive testi deve divertirsi con le parole, più che concentrarsi sul messaggio in sé. Se arrivi a questo riesci ad emozionare e divertire chi ascolta. Due anime ne è un esempio».

TRA HIT E NOVITA’
Il 29 giugno, dal Parco della Musica di Roma, partirà il tour estivo 2016 di Max Pezzali. «Dal 1993 ad oggi, chi viene ai miei concerti sa che ci sono canzoni che non toglierò mai dalla scaletta – precisa il cantautore – Sei un mito, ad esempio, inizierà sempre con lo stesso suono. Cambiarla vorrebbe dire eliminare la particolarità di questo brano. È intoccabile. Puoi aggiungere nuovi effetti digitali o giri di chitarra, ma non puoi stravolgerlo. Lo spettacolo live sarà comunque diverso rispetto al precedente tour. Recupereremo canzoni che di solito lasciamo in panchina o in tribuna. Ma le hit che mi identificano le devo fare per forza, le persone se le aspettano e non puoi tradire la loro fiducia. A Roma potrei portare sul palco Claudio Cera, un talento che, per strategia, ho dovuto abbandonare a The Voice. È una delle più belle voci che abbia mai sentito. Purtroppo sono i meccanismi della televisione, si devono fare certe scelte per costruire poi un progetto nel tempo, in base a determinate potenzialità. Inoltre il mercato discografico italiano si è ristretto. E oggi il successo nel mondo della musica dipende per il 20-30 per cento dalla bellezza della voce, tutto il resto è solo immagine e strategia».

DALLA TELEVISIONE AI NUOVI PROGETTI
Ma quanto ha inciso la visibilità data da The Voice sulla decisione di fare uscire questo disco live? «Non nego che abbiamo pensato di battere il ferro finché è caldo – ammette Max Pezzali. Sono arrivate tante richieste in questo senso, anche per fare nuove date del tour. Perché non approfittarne? Una parte di opportunismo ci deve essere in questo mestiere. Stare in televisione aiuta parecchio, anche a livello discografico». E a proposito dei nuovi progetti all’orizzonte, Max ha confermato l’arrivo di un nuovo album di inediti sul quale sta già lavorando: «Sto buttando giù alcune idee, tanti mattoncini che possono essere utili più avanti. Da vero nerd, mi porterò in tour la tastierina nuova e il sintetizzatore figo appena acquistato, così nasceranno le nuove canzoni».

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