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Il mercato discografico italiano torna a crescere grazie allo streaming

Mercato discografico aumento streaming

Una ricerca pubblicata dalla FIMI mostra una ripresa del 2% del mercato discografico italiano, dovuta in parte all’esplosione dello streaming.

Una boccata d’aria fresca. Ecco cosa vuol dire per il mercato discografico, costantemente in declino negli ultimi undici anni, l’aumento del 2% rispetto all’anno scorso. La FIMI ha pubblicato il resoconto che mostra questo dato, oltre che fornire un interessante panoramica su quelli che sono i modi di fruire musica legalmente in Italia. Il merito va in gran parte alle nuove piattaforme di streaming, come ha attestato lo stesso Enzo Mazza, presidente di FIMI: «L’offerta diversificata con molte piattaforme attive nei vari segmenti sta incontrando sempre di più l’interesse dei consumatori, anche grazie alle caratteristiche social di molti servizi che coinvolgono i fan degli artisti offrendo cataloghi di fatto illimitati».

Se infatti da una parte continua il calo dei supporti fisici (-5%, all’interno del quale però bisogna segnalare un +6% per i vinili), dall’altra abbiamo l’aumento del settore digitale di 18 punti percentuali. All’interno dei dati digitali a farla da padrone non è tanto il download (che si assesta introno al +6%, quanto il boom dello streaming in abbonamento, che con 182% traina verso l’alto la cifra totale. Sono ovviamente i nuovi servizi di streaming a fare la differenza, che ha quasi triplicato i suoi introiti (da 2, 5 milioni di euro a 7) a discapito in parte di Youtube (-2%).

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