Notizie

Processo Michael Jackson, il verdetto scagiona il medico

Michael Jackosn processo verdetto medico

Il primo verdetto del processo sulla morte di Michael Jackson scagiona il medico dall’accusa di incompetenza ma lascia dubbi sulla sua etica.

Un primo verdetto è stato emesso ieri dalla giuria che si occupa del caso che vede la famiglia di Michael Jackson contro l’agenzia AEG Live, la società che, al momento della morte, si stava occupando di organizzare il tour This Is It. Secondo l’accusa, AEG Live avrebbe volontariamente falsificato le notizie riguardo lo stato di salute del Re del Pop, con l’intenzione di costringerlo a salire sul palco anche a scapito della propria salute e causandone, di fatto, la morte. Gli eredi hanno chiesto come risarcimento la cifra astronomica di 31 miliardi di dollari, che comprende i mancati guadagni del tour e i danni “vari e diversi” tra cui quelli psicologici subiti dai figli.

Ma il primo verdetto ha momentaneamente dato ragione alla società tedesca, in quanto ha attestato che il medico personale di Jacko, Conrad Murray, fosse assolutamente competente e perfettamente in grado di svolgere il suo lavoro, essendo andato in una buona scuola e avendo tutte le qualifiche necessarie. E scagionando così AEG Live dall’accusa di aver assunto un medico incompetente. Ma il processo è ben lontano dall’essere chiuso, e lo stesso presidente della giuria ha aggiunto: «Questo non significa, però che pensassimo che agisse in modo etico. Ci fosse stata questa questione da dirimere, il verdetto sarebbe stato differente» confermando così che rimane da chiarire se il medico abbia volontariamente ignorato le precarie condizioni di Michael, pur di salvare lo show. Gli avvocati della famiglia Jackson hanno già annunciato, come previsto, che faranno ricorso in appello, ma la data del verdetto definitivo sembra essere molto lontana.

Commenti

Commenti

Condivisioni