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Michael Stipe ha insultato Donald Trump perché ha usato un pezzo dei R.E.M.

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Michael Stipe non è uno che si tiri indietro quando c’è da prendere posizione. Ma la sua reazione all’utilizzo di un brano dei R.E.M. da parte di Donald Trump ha stupito tutti. Il miliardario, che è in corsa alle primarie per la scelta del candidato repubblicano alle prossime elezioni presidenziali americane, ha usato a Washington la hit della band It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine) durante un comizio nel quale ha parlato anche di come la pensasse sull’accordo sul nucleare siglato con l’Iran.

Il cantante, notoriamente di posizioni non repubblicane (aveva appoggiato, insieme a Bruce Springsteen, John Kerry alle elezioni del 2004, quando l’attuale Segretario di Stato americano fu poi sconfitto da George Bush), dopo aver saputo che Trump aveva utilizzato il pezzo, ha chiesto all’amico Mike Mills, il bassista della band, di poter utilizzare il suo profilo Twitter per dire come la pensasse sulla questione. E le parole che ne sono uscite non sono state esattamente cordiali. Stipe, oltre a chiedere a Trump di non usare mai più una canzone dei R.E.M., ha anche pesantemente insultato il miliardario.

«Andate a farvi fottere, tutti voi, miseri piccoli uomini assetati di potere e in cerca di visibilità. Non usate la nostra musica o la mia voce per la vostra stupida e farsesca campagna elettorale». Queste le parole scritte da Stipe, che erano state anticipate da quelle di Mills e da un comunicato ufficiale della band. Lo stesso Mills aveva anche precisato che la frase era di Michael e aveva quindi chiesto ai suoi follower o a eventuali haters di non rispondergli con insulti.

«Personalmente penso che il Clown Arancione (un soprannome dato a Trump per via dei suoi capelli tinti, ndr) farà qualunque cosa per avere un po’ di visibilità. E io odio potergliela dare. Il comunicato dei R.E.M. riguarderà solo l’utilizzo della nostra canzone da parte di Trump. Nient’altro che quello!», aveva scritto invece scritto Mills precedentemente.

Lo stesso comunicato dei R.E.M., pubblicato sulla loro pagina Facebook, era deciso ma privo di un linguaggio simile a quello di Stipe. «Non autorizziamo né tolleriamo l’utilizzo della nostra musica a quell’evento politico, e chiediamo ai candidati di smettere immediatamente di farlo. Allo stesso tempo vorremmo ricordare che ci sono cose più importanti in ballo. I media e gli elettori americani dovrebbero concentrarsi sul piano generale, e non consentire a politici che vogliono mettersi in mostra di distrarci dai veri temi della campagna presidenziale».

Donald Trump era stato peraltro già attaccato pochi mesi fa da Neil Young per aver utilizzato il brano Keep On Rockin’ In The Free World durante il lancio della sua campagna per le primarie. Young aveva dichiarato, pur essendo cittadino canadese, di supportare Bernie Sanders come candidato indipendente dei democratici.

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