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Mika, c’è vita oltre X Factor. Ecco Songbook Volume 1: «Adesso sono libero»

Mika Songbook volume 1

Mika pubblica la sua prima raccolta di successi, Songbook Volume 1. Il disco esce il 12 novembre, nel pieno della sua partecipazione a X Factor come giudice. Ecco cosa ci ha raccontato della sua nuova esperienza discografica. (Foto Di Luca Cattoretti)

Non c’è solo X Factor. Prima che giudice della settima edizione del noto talent, Mika è soprattutto una pop star di caratura internazionale. Per ricordarlo a tutti uscirà un greatest hits che raccoglie i successi del cantante, album che gli ha consentito di sperimentare una nuova libertà e un grande controllo sulla sua musica. Anche perché la voglia di fare certo non gli manca e, quando lo abbiamo raggiunto per fare due chiacchiere sulla nuova uscita, ha subito messo le cose in chiaro, puntando l’attenzione su ciò che più gli sta a cuore: «Quest’album mi vede partecipe in primis per quanto riguarda la produzione del disco, e non è  solo un remix dei miei brani. Ho scelto il titolo Songbook Volume 1 perché è più interessante rispetto a un banale Best Of. Non mi piace quel termine, credo che rappresenti un punto finale. Quello che intendo con Songbook Volume 1 è che spero ci sarà un Songbook Volume 2 e spero, magari a 85 anni e con canzoni molto differenti, di fare un Songbook volume 3. Insomma, non è una fine.

Che effetto fa vedere 8 anni di brani in un solo disco? Io ho iniziato a cantare musica classica a 11 anni con un’opera di Strauss. Ora ne ho 30 e sono qui con la mia famiglia di canzoni, e anche per me suona ancora strano vedere questa tracklist che racchiude i miei otto anni di vita musicale. Ho sempre cercato di fare musica estrema ma allo stesso tempo pop. Quando osservo la tracklist noto che c’è un’impronta che accomuna ogni brano. L’intenzione di base è sempre la stessa. Ora però vorrei scrivere più canzoni catchy al piano.

Come si colloca questa raccolta rispetto alle tue intenzioni per il futuro? È un intermezzo in previsione del quarto album che sto facendo, uscirà nel 2014. Per questo non ho voluto mettere troppi pezzi del lavoro che sarà. Sono contento di questo disco perché è stato fatto alla mia maniera. Se qualcuno che non mi conosce la ascolta si rende conto di quello che so fare.

Cosa puoi dire delle collaborazioni con Chiara? Reputo Stardust con Chiara la collaborazione più importante. È stata eseguita per la prima volta sul palco di X Factor l’anno scorso. Già un mese dopo ho provato a registrarla ma abbiamo dovuto aspettare l’accordo tra le due case discografiche. Mi piace questa versione ancor più di quella di due anni fa. È in realtà una rielaborazione del brano originario. Scrissi questa canzone con un artista di dance music, ora ha una forma più tradizionale .

E di quella con Ariana Grande? Per quanto riguarda la collaborazione con Ariana, all’inizio non ne ero molto convinto perché arriva dalla teen tv. La sua voce era troppo commerciale. Alla fine però mi sono convinto, ci siamo sentiti via Skype e abbiamo registrato in due studi diversi. Lei in Canada, io a Los Angeles. Ariana ha il suo album R’N’B numero uno in America che si discosta dalla sua immagine pop-teen. Grazie a questo, Popolar Song è stata trasmessa per la prima volta anche dalle radio americane.

Ti ha stupito? È sempre così, quando penso che una cosa non sia interessante, arriva il successo. Ho prodotto il video da solo e ora ha trentasette milioni di visualizzazioni in America. Ho realizzato di poter fare le cose da solo, anche se ci sono persone che lavorano con me da nove anni e mi aiutano. Finalmente prendo le redini, non voglio essere dimenticato all’interno della mia casa discografica. Ho chiamato l’etichetta e ho chiesto che cosa potevo fare perché non volevo aspettare di avere il permesso per pubblicare i dischi. Ho una bella squadra che lavora con me e ora posso fare l’album che voglio.

Aprirai una tua etichetta? No. Lavoro ancora con persone che sono con me sin dall’inizio perchè credono nel progetto. La tv é importante e il format a cui partecipo mi permette di fare il disco esattamente come lo vorrei, senza dover scendere a patti. In un momento dove é difficile fare musica pop melodica io scelgo questa strada, anche se il modo in cui il pubblico fruisce la musica è differente.

Da come parli sembri deluso dalla tua casa discografica. È stata una delusione temporanea. Ma adesso va meglio. Prendere le redini della propria carriera implica libertà ma anche tanto lavoro in più da fare. Questo vale per ogni artista. Ad esempio, quando la mia carriera ebbe inizio portai alla mia etichetta un demo completo, come se fosse pubblicabile subito, già il packaging e le immagini. Allora ero libero davvero!

Credi che in il tuo prossimo album sarà influenzato dal contatto con la musica italiana? Quando ho iniziato a lavorare sul disco con un giovane autore di Los Angeles, ho messo un brano di Paolo Conte a velocità aumentata. Gli ho chiesto di ascoltarne la melodia e la produzione vintage. Voglio fare canzoni pop che siano catchy, molto melodiche. Mi rendo conto che sono fuori dalla moda del momento ma credo che risultino comunque più organiche.

Ci sarà Morgan in questo nuovo lavoro? Stiamo lavorando su un brano cantato contemporaneamente da lui in italiano e da me in inglese, ma dobbiamo terminarlo. Ho molto rispetto per Morgan, ho capito perché è così famoso, al di là di tutto il gossip che lo circonda: in studio, con un piano o una chitarra, é impressionante. Molto poetico. Sembra un bambino iperattivo.

Come ti trovi a Milano? Milano è una bella città ma difficile da capire. È una città architettonicamente chiusa.

Sei più notturno o giornaliero? Termino spesso di lavorare, tra registrazioni e prove, alle tre o quattro del mattino. Sono nettamente più notturno. Mi piacciono molto i Navigli, ci vado spessissimo a vedere la vita che mi circonda.

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