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Spotify, Moby contro Thom Yorke: «Un anziano che grida contro i treni»

Moby Spotify Thom Yorke

Moby ha espresso la sua opinione a favore di Spotify, criticando il comportamento avuto da Thom Yorke che a sua volta ha risposto su Twitter.

Spotify è uno degli argomenti più caldi al momento tra i musicisti: in molti si sono espressi contro il servizio di streaming musicale, David Byrne, Brian Molko, gli inglesi Foals, ma soprattutto Thom Yorke che si è fatto portabandiera del malcontento di una larga parte di loro, soprattutto per quanto riguarda il compenso riconosciuto agli artisti. Il frontman dei Radiohead, e il suo fidato produttore Nigel Godrich, hanno infatti tolto dal catalogo il disco del loro progetto Atoms For Peace e il disco solista di Yorke in segno di protesta.

Ma non tutti sono d’accordo con loro. In una recente intervista rilasciata a Mashable, Moby si è espresso a favore della piattaforma: «Per gli artisti che sapranno adattarsi andrà tutto bene. È strano e insano che le persone parlino di fermare il progresso per assecondare la loro incapacità di adattarsi. Ogni industria è stata influenzata dai cambiamenti tecnologici sia in positivo che in negativo, ma io credo che lamentarsi sia senza senso. Amo Thom Yorke, ma quando lo sento lagnarsi di Spotify penso “Sei solo come un anziano che grida contro i treni veloci”. Amo qualsiasi cosa che permetta alle persone di avere più musica nelle loro vite».

Pur non essendo particolarmente dura la dichiarazione ha subito suscitato la reazione dei media, fino a che anche lo stesso Yorke ha brevemente commentato la cosa su Twitter: «Sono un 45enne luddista e ne sono orgoglioso.. yawn.». Per chi non lo sapesse, i luddisti erano un movimento operaio che all’inizio del 19esimo secolo si opponevano alla rivoluzione industriale sabotando i macchinari.

A sua volta anche Moby ha risposto con un tweet, per precisare ulteriormente la sua posizione: «Per essere chiari, amo Thom Yorke e David Byrne, geni creativi. Semplicemente non vedo il motivo di combattere un futuro che è già qui».

 

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