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Secondo i Modà Passione maledetta è un album né fighetto né impegnato

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di Francesca Vuotto
Foto di Francesco Prandoni

«Passione maledetta non è un album fighetto né impegnato, è un album dei Modà», così Kekko Silvestre ha aperto la conferenza stampa di presentazione del nuovo disco del gruppo, che arriverà il 27 novembre. «L’ho sempre detto che io, non sono un musicista ma un “orecchista”, quello che so fare è scrivere canzoni pop, che parlano di famiglia, figli, amici, viaggi e piacciono alla gente».

Così, senza troppi giri di parole e con la consueta schiettezza scansa ogni eventuale appunto. E a dare ragione del successo delle loro canzoni ci sono i numeri proiettati sugli schermi che campeggiano in centro alla sala: 327 sono le settimane passate in testa alle classifiche – di cui ben 182 con i pezzi di Viva i romantici preciserà verso la fine Claudio Ferrante, Presidente e fondatore di Artist First, che distribuisce le fatiche discografiche della band da qualche anno a questa parte. E inoltre: i Modà sono l’unico gruppo italiano ad essersi aggiudicato il Disco di Diamante per aver venduto oltre 1 milione e mezzo di dischi e a far loro compagnia ci sono solo Vasco (che l’ha vinto 2 volte), Ligabue, Jovanotti e Renato Zero. Sono numeri che pesano e che si aggiungono alle vendite per l’unico loro concerto annunciato (per il momento) nel 2016, quello allo Stadio di San Siro a Milano il prossimo giugno: veleggiano verso il sold out i nostri, con quasi 50.000 biglietti già venduti, la maggior parte quando la notizia e il disco erano ancora là da venire (l’annuncio della data è stato dato lo scorso giugno).

Sono dieci gli inediti che compongono la tracklist di quello che secondo Kekko è il loro miglior disco, per il quale hanno scelto di fare diversi cambiamenti. Nuovo logo, nuovo registra per i video, nuovo arrangiatore. Quest’ultimo aspetto è risultato decisivo, non solo per il suo inevitabile diverso stile, ma anche per il maggior spazio che ha lasciato al gruppo. «Abbiamo deciso di affidarci a qualcun altro più per rispondere ad una esigenza più loro che mia» racconta Kekko, riferendosi ai compagni. «Chi ci seguiva prima lavorava molto sulle sue quindi c’era poco spazio per i ragazzi». «E infatti le chitarre sono triplicate rispetto ai dischi precedenti» gli ha fatto eco il chitarrista Diego Arrigoni con un pizzico di orgoglio e soddisfazione.

Kekko ha raccontato come sono nati i pezzi, tutti fortemente autobiografici: ci sono Ti passerà, scritta per il calciatore e amico Lorenzo Insigne; California, scritta durante un viaggio negli USA, in cui il frontman ha ritrovato la carica e le energie per rimettersi a scrivere dopo 4 anni molto belli ma anche molto intensi che lo hanno “saturato”; Francesco, in cui tramanda alla figlia Gioia gli insegnamenti che ha ricevuto dai suoi genitori; Forse non lo sai, «quella Modà vecchia maniera, che non vedo l’ora di suonare dal vivo per il tiro quasi dance del ritornello», È solo colpa mia, che nella tematica del senso di colpa anticipa in qualche modo il singolo E non c’è mai una fine, a cui hanno dato un tocco speciale gli archi di Davide Rossi (che ha collaborato con i Coldplay in Viva La Vida); e infine, Stella cadente, che Kekko sogna di poter utilizzare per concludere tutti i live d’ora in poi, la sua canzone d’amore preferita. È un pezzo a cui è molto legato, racconta il suo vivere l’amore in modo più maturo, tocca le corde della sua interiorità molto da vicino. E infatti preferisce non spiegarla troppo – e trapela una grande emozione nelle poche parole dette per introdurla -, ma farla ascoltare.

Per Passione maledetta i Modà hanno voluto qualcosa di speciale anche per i video dei quattro singoli che verranno lanciati. Nel cercare qualcosa di davvero originale hanno deciso di realizzare una fiction musicale, una storia raccontata in quattro capitoli (le canzoni per l’appunto), per la quale si sono affidati ad 8 attori professionisti e non a modelli o comparse come spesso accade – alcuni di loro fanno parte del cast di serie TV di successo come Walking Dead e The Blacklist.

Un ultimo aspetto innovativo è rappresentato dalla copertina, in cui Kekko compare (o meglio, scompare) a testa bassa e incappucciato: è uno scatto in cui fa volentieri un passo indietro per lasciare spazio ai suoi compagni, anche perchè «non è che la foto ci perda così tanto a non mostrare come al solito la mia faccia», ha commentato divertito.

L’album è stato distribuito in 200.000 copie e in pre-order su iTunes – dove è possibile prenotarlo già dal 3 novembre – ha già raggiunto la prima posizione in classifica. I presupposti per battere nuovi record ci sono tutti, e i Modà non si lasciano intimorire dalle grandi aspettative che si sono create. Anche affrontare il palco di San Siro per la seconda volta – e con la tensione che si è creata attorno al mondo dei concerti dopo gli attentati di Parigi – impensierisce Kekko e compagni fino ad un certo punto. «Ci stiamo preparando al live di Milano come al solito, l’unica differenza è che la sera cerchiamo di non pensarci troppo, si rischia di non riuscire ad addormentarsi altrimenti» racconta ridendo, prima di farsi e commentare quel che è accaduto al Bataclan e come stanno cambiando le cose. «La musica deve andare avanti, non possiamo fermarci noi, come non si è fermato il calcio domenica o qualsiasi altro ufficio. Non si può permettere che vinca il terrore. E noi andremo a San Siro contenti più che mai».

Modà, la tracklist del nuovo album Passione maledetta

1. Ti passerà
2. È solo colpa mia
3. E non c’è mai una fine
4. Francesco
5. California
6. Passione maledetta
7. Forse non lo sai
8. Doveva andar così
9. Che tu ci sia sempre
10. Stella cadente

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