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Le 10 canzoni dei Motorhead che dovete conoscere per forza

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di Jacopo Casati
Foto di Elena Di Vincenzo

I Motörhead sono tra le band di rock duro più conosciute al mondo. La recente scomparsa del leader Lemmy Kilmister ha toccato da vicino non solo i fan, ma tutti gli appassionati di musica. Nel corso della sua lunga carriera, il bassista e cantante della band ha scritto insieme ai suoi compagni d’avventura moltissime canzoni memorabili.

Alcune di queste si trovano all’interno dell’iconico live album No Sleep ’til Hammersmith: uscito nel 1981, presenta il gruppo in uno dei momenti di massimo successo e lo immortala durante una delle sue performance più incendiarie e devastanti di sempre. Il disco uscirà in versione doppio cd Deluxe Edition il 16 febbraio insieme a Panorama e Tv Sorrisi e Canzoni, al prezzo di €12,90 riviste escluse.

Quelle che seguono sono, in rigoroso ordine alfabetico, i dieci pezzi dei Motörhead che non potete non aver ascoltato almeno una volta nella vita. E nel caso in cui non lo aveste fatto, non c’è miglior occasione per colmare questa gravissima lacuna.

Ace Of Spades
Uno dei pezzi più significativi per tutta la scena hard & heavy di ogni tempo. Versione live girata nel 2010 con due ospiti davvero speciali come Slash e Dave Grohl.

Bomber
Quando a Top of the Pops ci andavano anche i rockettari. Versione in super playback di un classicone datato 1979.

Born To Raise Hell
Fa parte della colonna sonora Airheads, ma soprattutto è un pezzone ultra tamarro e vede i featuring del rapper Ice-T (leader anche dei Body Count) e di Whitfield Crane (degli Ugly Kid Joe).

Going To Brazil
Una volata incontrollabile che non può non farvi alzare in piedi e ribaltare tutto ciò che avete intorno. La versione live del 2000 presenta uno dei pezzi migliori contenuti nell’album 1916 (uscito nel 1991), lavoro sottovalutato dagli stessi fan della band.

Killed by Death
Uscito nel 1984, il video ufficiale della canzone è uno dei più iconici di ogni tempo della musica pesante di quegli anni. Pacchiano e volutamente eccessivo, sostiene con le immagini una canzone pazzesca e ultra coinvolgente.

Life’s A Bitch
Inferno, del 2004, è stato sostanzialmente l’ultimo grande album inciso dai Motorhead. Tra i tanti pezzi validi contenuti in tracklist, Life’s A Bitch è anche uno dei pochi ad avere un video ufficiale (brutto ma tant’è, a volte basta la canzone).

Orgasmatron
Un mid tempo marziale e impietoso. Un brano scritto pensando alla macchina da sesso immaginata da Woody Allen per il film Il dormiglione. Tra le tante cover successive all’uscita della canzone (1986), quella dei brasiliani Sepultura di cinque anni dopo, riscosse un successo forse persino superiore rispetto al pezzo originale.

Overkill
Pochissimi pezzi incarnano alla perfezione il concetto di speed metal tanto questo brano. La doppia cassa di Philthy Animal Taylor, ribaltava e ridefiniva nel lontano 1979 i concetti di rumore e velocità applicati al genere hard & heavy.

The Game
Il wrestler Triple H diventò amico di Lemmy grazie alla collaborazione che la federazione WWE strinse con la band nell’oramai lontano 2001. Qui il power trio suona il pezzo a Wrestlemania 21, evento svoltosi nel 2005. La canzone presa da sola non è granché, ma in un contesto simile guadagna migliaia di punti.

Whorehouse Blues
La vera anima che ha formato il gusto musicale e le composizioni di Lemmy emerge con prepotenza in questo video ridondante di argomenti assai interessanti (oltre la musica, s’intende).

Bonus track: God Save The Queen
Cover clamorosa dell’inno punk dei Sex Pistols. Inutile aggiungere altro.

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