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Muse Live At Rome Olympic Stadium: sontuoso il film, ma sono loro a fare la differenza

Muse cinema

Approda al cinema Muse – Live At Rome Olympic Stadium, il film concerto del live che gli inglesi hanno registrato nella Capitale a luglio (uscirà anche in DVD a dicembre). Lo abbiamo visto in anteprima e vi raccontiamo com’è. Ecco la recensione.

Come si può non essere fan dei Muse? Me lo chiedo uscendo dal cinema, dopo aver visto l’anteprima stampa di Live At Rome Olympic Stadium, il sontuoso film concerto che la band inglese ha registrato nella Città Eterna lo scorso 6 luglio (nelle sale il 12 novembre). Me l’ero chiesto uscendo da un altro Stadio Olimpico, quello di Torino, dove ho visto Matt Bellamy e compagni il 28 giugno, quindi pochi giorni prima dello show di Roma. Me l’ero chiesto uscendo da San Siro nel 2010, quando per la prima volta avevano riempito uno stadio in Italia. E prima ancora dopo averli visti al Forum di Assago nel 2006 e prima ancora e prima ancora. Me lo chiedo ogni volta che vedo o ascolto qualcosa griffato Muse.

Il Summer Stadium Tour 2013 è stato (è, visto che non è ancora finito) uno dei grandi eventi musicali dell’anno. Sono poche, pochissime le rock band di “nuova generazione” che riescono a riempire un così alto numero di stadi. Anzi, pensandoci bene ce la fanno solo i Muse, visto che nemmeno i Coldplay (a cui va tutto il mio rispetto) hanno questi numeri. Per lo meno non in Italia. Più che leggittimo, quasi doveroso, immortalarlo in qualche modo. La soluzione scelta dai Muse segue il trend di questi ultimi anni – la musica al cinema funziona – ma si distingue per l’innovazione tecnologicaLive At Rome Olympic Stadium è il primo film concerto in 4K Ultra High Definition, che pare essere ben quattro volte superiore per definizione all’HD che tanto ci piace.

Le immagini sono così incredibilmente nitide che si distinguono uno per uno i peli biondi sul braccio di Dominic Howard mentre si dimena come un pazzo dietro le pelli. Potete contare anche i peli della barba di Chris Wolstenholme e valutare il livello di igiene dentale del pubblico romano, immortalato in tutta la sua bellezza spesso e volentieri. Noterete persino quanto brutti siano i vestiti di scena della band! Scherzi a parte, la definizione è davvero sorprendente. Specialmente nei cosiddetti close up. Da scarsissimo chitarrista quale sono, mi sono imbambolato tutte le volte che le telecamere si soffermavano sui virtuosismi di Matt Bellamy, un vero prodigio con le sue mille chitarre, esaltati dalla super qualità delle immagini.

Ma la tecnologia conterebbe meno di zero se non fosse per i Muse. La grandezza di questa band mi emoziona fino alle lacrime. Nelle singole canzoni così come nell’intero concerto, ci sono un’infinità di note, suoni, sequenze, colori, che solo loro sono in grado di controllare con così tanta efficacia da risultare raffinati. Di solito l’eleganza non va d’accordo con la quantità, ma gli inglesi sono l’eccezione che conferma la regola d’oro della musica: less is more. Possono far ballare un Papa amato come Francesco in versione cartoon dentro un maxischermo e non risultare blasfemi. Possono picchiare duro, distorti ai limiti del noise, e un attimo dopo sedersi al piano per una ballata come se nulla fosse. Possono portare sul palco attori in carne e ossa senza risultare pacchiani. I Muse, sul palco, possono davvero tutto.

Sto esagerando? Allora non li avete mai visti dal vivo. In tal caso, vi consiglio caldamente questo film concerto. Al cinema possibilmente, con lo schermone e l’impianto audio che spacca. Poi ne riparliamo. Se invece li avete già visti, e magari quest’anno, vi garantisco che Live At Rome Olympic Stadium vi entusiasmerà quanto l’esperienza live, anche se le canzoni sono 20 invece delle 27 in scaletta a Roma (90 minuti di proiezione sono il tempo giusto). Certo, allo stadio era tutto vero, ma qui avrete il vantaggio di poter ammirare i dettagli da una posizione privilegiata: di quell’epico palco e delle scenografie che pensavate di aver vivisezionato noterete un’infinità di elementi in più. Delle video proiezioni di cui credevate di aver visto fino all’ultimo pixel, noterete nuove sfumature. E potrete farlo standovene comodamente seduti sulla poltrona del cinema. Sempre che ci riusciate, a stare seduti.

@DanieleSalomone

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