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I Muse faranno volare dei droni sulle nostre teste

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Il leader dei Muse, durante un’intervista, ha parlato del nuovo album e delle sorprese che ci saranno nei prossimi concerti. Il titolo Drones sarà rispettato.

L’attesa per la pubblicazione di Drones, nuovo album dei Muse, è altissima. Il disco uscirà in tutto il mondo il 5 giugno 2015, mentre il tour europeo comincerà ufficialmente già il 29 maggio a Rockavaria, festival rock che si svolge in Germania. La band ha rilasciato all’emittente Alt 98.7 di Los Angeles un’intervista piuttosto interessante, nella quale svela alcuni dettagli di Drones e le sorprese con le quali Matt Bellamy e compagni, da sempre attentissimi alle performance live, stupiranno i fan nei concerti.

«Ci è sempre piaciuto usare la moderna tecnologia nei nostri show», ha spiegato il frontman. «Gli ultimi schermi, luci, laser e tutto ciò che è nuovo. I droni sono ovviamente una cosa interessante da portare in un live, e infatti proveremo a includerli nei concerti. Ci sarà qualche difficoltà con le norme di sicurezza, facendo volare delle cose, ma l’idea è che sin dall’inizio del tour ci saranno dei droni che volano».

Bellamy ha anche parlato del disco, spiegando che «si tratta sì di un concept album, ma non nel senso stretto alla Pink Floyd: le canzoni hanno la loro indipendenza, ma si uniscono bene pensando al concetto di “droni”. Esiste una linea narrativa che riguarda un protagonista che perde ogni cosa e ha la sensazione di subire un lavaggio del cervello, si arruola nell’esercito e diventa una persona che sente di aver perso l’anima, e alla fine ritorna lucido e inizia a combattere contro quel sistema. Questo viaggio ha luogo nelle prime otto canzoni dell’album, mentre il finale è una specie di epilogo autonomo».

Il frontman ha anche chiarito di non essere «interessato a cosa i droni rappresentino da un punto di vista tecnologico, perché questo è invece un momento nel quale le macchine stanno iniziano a prendere sempre più potere. Si tratta del tipo di cosa che immaginavamo quando da ragazzi guardavamo Terminator 2 e quelle cose accadevano nel futuro, ma il fatto è che siamo arrivati a quel momento. Ho quindi pensato che fosse un aspetto interessate del quale parlare e cantare: cosa significhi estraniare le emozioni umane grazie alla tecnologia da situazioni come la guerra. Ma quello che dovete sapere per godervi l’album è che dentro ci sono un mucchio di riff fighi».

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