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Le dieci regole che il Nazismo impose alla musica jazz

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In occasione della Giornata della Memoria, ricordiamo i crimini commessi dai nazisti anche in ambito musicale, con le dieci regole imposte alla musica jazz dal regime tedesco.

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, e tutto il mondo si ferma a ricordare le vittime del Nazismo. Tra di esse c’è anche la musica, in particolare il jazz, preso di mira perché non conforme alla folle ideologia che voleva la razza ariana superiore alle altre. I nazisti stilarono una lista di 10 regole per “arginare” quella musica afroamericana. Regole che adesso possono sembrare assurde, inconcepibili, eppure  furono imposte nei paesi dove il regime nazista prese potere. Ve le proponiamo per ricordarci quanto fosse disumano e capillare il controllo della dittatura nazista, che nel 1940 arrivò addirittura ad arrestare 500 giovani “colpevoli” di aver partecipato ad un festiva jazz.

1) I pezzi di Foxtrot (cosiddetto Swing) non devono eccedere del 20% il repertorio delle orchestre.
2) In questo cosiddetto repertorio jazz, la preferenza va data a composizioni in tonalità maggiore e a testi che esprimano gioia di vivere piuttosto che a testi ebraicamente tristi.
3) Per quanto riguarda il tempo, la preferenza è da dare a composizioni vivaci piuttosto che ai lenti cosiddetti blues; tuttavia, il ritmo non deve superare un certo livello di Allegro, commisurato al senso ariano della disciplina e della moderazione. In nessun caso saranno tollerati eccessi negroidi nel tempo (il cosiddetto “hot jazz”) o nelle performance da solista.
4) Le cosiddette composizioni jazz possono contenere al massimo il 10% di sincopi; il resto deve essere costituito da un naturale movimento legato privo degli isterici cambi di ritmica tipici delle razze barbare che possono portare a oscuri istinti, alieni al popolo tedesco (i cosiddetti riff).
5) È severamente vietato l’uso di strumenti estranei allo spirito tedesco (i cosiddetti campanacci, flexatone, spazzole, etc) così come tutti quelli che trasformano il suono nobile degli strumenti a fiato e ottoni in un ululato ebraico-massonico (il cosiddetto wa-wa).
6) Sono anche vietati i cosiddetti “drum break” per più di mezza battuta nel tempo a quattro quarti (tranne che in marce di stile militare).
7) Nelle cosiddette composizioni jazz il contrabbasso può essere suonato soltanto con l’archetto.
8) Pizzicare le corde è vietato, in quanto dannoso per lo strumento e per la musicalità ariana.
9) Ai musicisti è vietato fare improvvisazioni vocali.
10) A tutte le orchestre e orchestrine si consiglia di limitare l’uso di sassofoni e sostituirli con il violoncello, la viola o un altro strumento popolare.

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