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Neil Young le canta a Donald Trump

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di Francesca Vuotto
Foto di Roberto Panucci

Neil Young non ha preso molto bene la scelta di Donald Trump di usare Rockin’ In the Free World come colonna sonora dell’annuncio della sua candidatura alle elezioni presidenziali americane del 2016.

Il disappunto del songwriter si legge in un lungo post sul suo profilo Twitter, in cui con grande pacatezza spiega le sue ragioni. Che risalgono ad un utilizzo non autorizzato del pezzo, prima ancora che ad una non condivisione del pensiero politico di Trump.

«La musica è un linguaggio universale. Sono orgoglioso del fatto che tante persone anche di idee diverse ascoltino le mie canzoni, nonostante abbiano poco altro in comune tra di loro e con me. Ma penso che mi si sarebbe dovuto chiedere l’autorizzazione per utilizzare una mia canzone per la presentazione di un candidato. Nel caso, comunque, la mia risposta sarebbe stata negativa».

Altrettanto perentoria la conclusione del pezzo, in cui Young precisa che la contestazione è priva di ogni suo interesse ad appoggiare il candidato avversario, non avendo cittadinanza statunitense ma canadese:

«Faccio musica per le persone, non per i candidati».

Più chiaro di così…

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