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Claudio Trotta: «La slow music vincerà il secondary ticketing come lo slow food ha fatto con il fast food»

Con l’incontro organizzato da Barley Arts quest’oggi a Milano, la società guidata da Claudio Trotta ha aggiunto un altro capitolo alla propria battaglia contro il secondary ticketing. La bagarre scoppiata in seguito all’oramai famoso servizio de Le Iene, continua a coinvolgere addetti ai lavori, promoter, società di ticketing e anche la politica. Al Teatro Franco Parenti, Trotta ha parlato della nascita di una struttura stabile (l’Osservatorio Permanente Anti-Secondary Ticketing) che si occupi di monitorare il mercato scovando i casi di bagarinaggio online per segnalarli alla magistratura. È stata anche presentata una bozza di codice etico pensato per tutti gli operatori della filiera degli spettacoli, con il preciso obiettivo di contrastare quella che altro non è che «una schifosa speculazione, che dobbiamo fermare in ogni modo, in caso contrario saremo tutti collusi».

All’incontro, che si è protratto fino al tardo pomeriggio, hanno partecipato tra gli altri anche Claudio Maioli (Riserva Rossa Management, Ligabue), Luca Montebugnoli (Presidente Best Union), Stefano Lionetti (AD Ticketone), Adam Webb (Fan Fair Alliance), Alex Bruford (Agente ATC Live), Ivo Tarantino (Altroconsumo) e Vincenzo Spera (Presidente di Assomusica). Tra i tanti temi affrontati, grande risalto è stato dato alle possibili soluzioni per contrastare un fenomeno che sta danneggiando i consumatori e gli stessi organizzatori di concerti.

È stato stimato che il sistema secondary ticketing produca un fatturato pari a circa 8 miliardi di Euro l’anno, un totale che è pari a 4 volte il valore generato dai servizi streaming per la discografia mondiale. Un sistema che si può affrontare – e sconfiggere – secondo Trotta «creando regole efficaci e facendole rispettare. Informare il pubblico e riaffermare il principio secondo il quale un biglietto non sia un semplice pezzo di carta da rivendere, ma un contratto che lega lo spettatore a chi sta sul palco e a chi organizza l’evento per conto dell’artista stesso per assistere a un’esperienza unica e irripetibile. I Governi europei devono prendere atto dell’urgenza di contrastare questo fenomeno e istituire regole che puniscano penalmente chi commette irregolarità. Serve informare, innovare e agire. Serve fare il biglietto nominale, con la faccia di chi partecipa al concerto sopra al tagliando e la tracciabilità totale del biglietto stesso. Bisogna consentire a chi organizza di predisporre i controlli necessari ed educare il pubblico al fatto che dovrà arrivare per tempo al concerto e mostrare i documenti. Se non facciamo passare il concetto che tutti gli attori della musica live, dai promoter agli artisti, dalle società di ticketing alla sicurezza, dalla SIAE ad Assomusica e fino al pubblico stesso, sono fondamentali per regolamentare un mercato distorto, non riusciremo a vincere. Stiamo pericolosamente affossando la qualità in nome di una non meglio precisata necessità di realizzare record e sold-out continui e fulminei. Basta con i biglietti vaporizzati in un minuto! Siamo riusciti a sconfiggere il fast-food con lo Slow Food, oggi io lancio la Slow Music!».

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Anche Elio di Elio e le Storie Tese ha voluto partecipare all’incontro, intervenendo sul palco dei relatori per invitare gli operatori della comunicazione a chiamare col nome corretto chi opera sulle piattaforme di secondary ticketing. «Non chiamatelo con un nome inglese che sembra anche una cosa cool. Chiamateli bagarini. Chiamateli parassiti. Chiamateli zecche. Sono persone che passano la loro vita cercando di fregare il prossimo». Anche Niccolò Fabi ha voluto essere presente, inviando un messaggio rivolto principalmente ai colleghi artisti, che è stato proiettato sul videowall del Teatro e che vi proponiamo qui sotto.

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