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Piers Faccini torna in Italia: «Sono felice perché qui mi sento benvenuto»

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Piers Faccini torna in concerto in Italia nel 2014 dopo aver pubblicato il suo primo album indipendente, Between Dogs And Wolves: «Sono felice perché qui mi sento benvenuto». (foto di Alice Dison)

Piers Faccini parla inglese, francese e anche italiano, sebbene a spizzichi e bocconi. Sa che la terra che ha dato i natali al padre è zona favorevole per la sua musica, non per nulla terrà a marzo ben otto concerti – Mantova, Livorno, Ravenna, Milano, Grottamare, Roma, Napoli e Bari: «E’ emozionante per me suonare in Italia, negli ultimi dieci anni sono sempre venuto qui a promuovere i miei dischi, l’atmosfera è sempre stata stimolante e coinvolgente. Mi sento il benvenuto e ne sono felice».

Concerti che saranno anche l’occasione per presentare al pubblico il primo pezzo da lui scritto e cantato totalmente in italiano: «Era una sfida importante riuscire a inserire nell’album una canzone in francese e una nella vostra lingua, facendo in modo che l’ascoltatore non notasse troppo la differenza nel testo e apprezzasse la continuità del disco. Scrivere Il cammino è stato molto impegnativo, quando mia moglie ha ascoltato il brano per la prima volta però, mi ha detto che era carino ma che scrivere in italiano era molto difficile. In pratica mi stava elegantemente facendo capire che non le piaceva più di tanto, forse perché era oramai abituata a sentirmi a cantare solo in inglese. Ho contattato mio cognato, Claudio Domestico degli Gnut, per chiedergli che ne pensava; lui ha apprezzato invece, così la traccia è finita sul disco dopo qualche piccolo ritocchino».

Il quinto album di Piers Faccini fotografa un importante cambiamento nella sua carriera musicale: Between Dogs And Wolves è stato concepito, registrato e prodotto in modo assolutamente indipendente: «Era diverso tempo che volevo intraprendere questa strada, inoltre desideravo realizzare una raccolta di pezzi lenti e intimi perché sentivo fosse giunto il momento di provare a farlo. In precedenza non sono riuscito a farmi approvare un progetto simile, i discografici volevano anche brani adatti alle radio, so scrivere canzoni up-tempo e quindi questo, paradossalmente, limitava le mie volontà artistiche. Sono riuscito invece a fondare la mia etichetta privata, la Beating Drum, e ho ritrovato la libertà creativa che pensavo di aver perduto. Questo album rappresenta la mia definitiva emancipazione come artista ».

Nonostante l’importante novità, il songwriter britannico non ha modificato granché il suo modo di creare musica. L’obiettivo di comporre un prodotto organico è infatti rimasto quello di sempre: «Quelli della mia generazione (Faccini è un classe 1972, ndr) sono molto legati al concetto di album più che a quello di canzone intesa come potenziale singolo. Io voglio avere un filo conduttore interno al disco, fare in modo che i brani siano legati uno all’altro, credo sia importante dare all’ascoltatore un’esperienza che lo catturi dall’inizio alla fine. Benché un cantautore non abbia una scelta così vasta tra le tematiche di cui parlare, è necessario sforzarsi per avere sempre una storia da raccontare».

Una storia che merita di essere ascoltata, vissuta e apprezzata durante i prossimi eventi che Piers terrà nel nostro Paese. Con quest’ultimo lavoro, Faccini si impone definitivamente nella cerchia di cantautori folk contemporanei, portatori di un messaggio che vale assolutamente la pena provare a cogliere.

Piers Faccini saluta i suoi fan italiani:

onstagemagazine – Piers Faccini saluta i fan italiani on MUZU.TV.

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