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Dura polemica tra Morgan e Sky su X Factor, per i soldi

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Si sa che Morgan è uno che dice quello che pensa. Che poi quando parla imbastisca ogni volta un piccolo show è solo un simpatico contorno per dare risalto a dichiarazioni magari fuori contesto, ma sempre degne di interesse. È il caso della presentazione del Brianza Rock Festival, la manifestazione organizzata all’Autodromo di Monza che ha proprio in Marco Castoldi il suo direttore artistico, oltre che artista di punta della prima delle tre serate (12 giugno) con i suoi Bluvertigo (nelle altre due saliranno sul palco Subsonica e Afterhours).

«La televisione che ho frequentato negli ultimi tempi è lontana da questi luoghi di politica e socialità che sono i festival: la musica è fatta per unire», ha iniziato l’artista spiegando il senso della kermesse. «La televisione invece è solo un mercato orientato all’usa e getta». E se a qualcuno non era chiaro il riferimento, Morgan ha rincarato la dose.

«Non iscrivetevi ai talent show, non fate X Factor. Lo dico a quanti pensano di avere talento: se avete talento e volete avere successo non bruciatevi così: quello è un programma dove vince uno su 20mila. È l’unico ad avere talento?», ha concluso il cantante prima di assicurare che non tornerà mai nel programma e di sostenere di avere subito pressioni durante tutta l’ultima stagione.

Ma le sue parole più pesanti, almeno a giudicare dalle reazioni lato X Factor, riguardano il suo compenso. «Mi piacerebbe – ha dichiarato Morgan all’Ansa – che i titoli fossero: ‘X Factor non ha pagato Morgan’, quello dovrebbe essere il titolo». Finchè si parla di format è un conto, ma quando si toccano i soldi cambia tutto. E così in serata è arrivato il comunicato congiunto di Sky e Fremantlemedia Italia, società produttrice del talent. Parole decise che riportano una versione dei fatti fino ad oggi sconosciuta al pubblico: il compenso di Mr Castoldi sarebbe stato pignorato da Equitalia. Ne riportiamo il testo integrale.

Fremantlemedia e Sky hanno sottoscritto nel 2014 con l’artista e con la società che ne gestisce i diritti d’immagine (Edizioni Però srl) diversi contratti per la partecipazione di Morgan in qualità di giudice all’ottava edizione di X Factor Italia, accordi che prevedevano un compenso complessivo molto generoso, ben al di sopra degli standard di mercato. 

Sia Sky, sia Fremantlemedia hanno interamente liquidato la quota di spettanza della società Edizioni Però. 

La quota di spettanza dell’artista è stata invece sottoposta a pignoramento da parte di Equitalia Nord Spa, per il soddisfacimento di un credito di oltre 300.000 euro vantato dalla società di riscossione nei confronti dell’artista. Sia Fremantlemedia sia Sky, avendo ricevuto intimazione da parte di Equitalia Nord, hanno quindi provveduto e provvederanno a versare quanto dovuto alla suddetta società, estinguendo così ogni debito nei confronti di Morgan. 

Nel contratto stipulato dall’artista con Fremantlemedia era inoltre presente una clausola che prevedeva, in aggiunta al compenso di cui sopra, un “bonus” legato al pieno e scrupoloso rispetto dei suoi impegni con la produzione. Il bonus non è stato corrisposto perché Morgan ha tenuto più volte pubblicamente una condotta incompatibile con i principi basilari di professionismo (disertando, ad esempio, un’intera giornata di registrazione del cosiddetto “Bootcamp”, che è andata in onda con soli tre giudici presenti, e lasciando in diretta una delle puntate della fase Live di X Factor), nonché adottando dei comportamenti incresciosi anche dietro le quinte. 

Le dichiarazioni di Morgan nei termini riportati dalla stampa appaiono del tutto prive di fondamento e diffamatorie. Ciò sorprende e amareggia una volta di più un gruppo di lavoro che negli anni ha fatto tutto il possibile per aiutare e supportare l’artista nella propria complicata vicenda umana e professionale, andando molto al di là di quanto normalmente avviene nei rapporti tra emittente, produttori e artisti, con pazienza infinita. Almeno fino ad oggi.

Morgan, naturalmente, non è stato zitto e ha subito replicato.

Trovo che i loro insulti siano la cifra del livello basso che rappresentano. A quelli rispondo dicendo che quella macchina in Italia si è quasi interamente retta sulle mie idee e sulla mia competenza, possono demolirmi o cercare di farlo quanto a loro pare, come è avvenuto per tutta l’estenuante scorsa edizione. Possono costruire una mia immagine pubblica deviata e sgradevole, possono rovinarmi la reputazione quanto vogliono e lo fanno e continuano, si chiama mobbing. Quello che conta è che la realtà e le tracce concrete del mio lavoro sono sufficienti per smontare qualsiasi tentativo di discredito. E comunque sia queste cose riguardano personalmente il sottoscritto e sinceramente nei panni di uno spettatore direi: chissene…
La cosa che invece voglio sia chiara è che la decadenza di quel format ormai irrecuperabile usa dei giovani artisti prendendoli in giro da subito, castrando loro qualsiasi iniziativa di carattere artistico costringendoli ad eseguire come soldatini qualsiasi imposizione senza diritto di replica allo scopo di un preordinato progetto di usa e getta e il 99,9% dei casi più ‘getta’ che ‘usa’.
Dico: se avete la sensazione di possedere un briciolo di talento sappiate che lì metterete la parola fine alla vostra potenzialità, se proprio non resistete, almeno munitevi di avvocato (da subito) e fate valere i vostri diritti, non dico di artisti, ma almeno di persone comuni, perché altrimenti vi prendono per il c…

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