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Hungarian Rhapsody: i Queen al cinema per una sola notte

Martedì 20 novembre, nelle sale del circuito Microcinema, sarà proiettato Hungarian Rhapsody: Queen Live In Budapest, il film che documenta lo storico concerto di Budapest del 1986. Il Muro non era ancora caduto e i Queen erano una delle prime band occidentali a oltrepassare la Cortina di Ferro.

Queen cinema Hungarian Rapsody

Potere della contraddizione: una delle cose più belle quando si parla dei Queen è l’entusiasmo fanciullesco che si scatena in chiunque sia coinvolto nella conversazione, indipendentemente dalla posizione adottata su ciascun argomento specifico. E che il gruppo non metta sempre d’accordo tutti è una cosa più facile da riscontrare di quel che si pensi. Per esempio, anche dopo la sua morte, Freddie Mercury fu criticato per il riserbo che aveva tenuto nei confronti della propria malattia. Oppure, non pochi considerano tuttora un’occasione perduta l’atteggiamento apparentemente distaccato della band nei confronti delle cose del mondo. Ci sono tanti che, ancora, si dividono sulle effettivamente discutibili scelte di Brian May e Roger Taylor dagli anni Zero in poi, e quelli che ascoltano le loro canzoni al contrario alla ricerca di messaggi satanici perché “sarà una bufala, però…”. E infine c’è chi ancora cerca di imparare dalla loro magnifica lezione di stile e fantasia e chi con pazienza certosina si spulcia il loro repertorio fino all’ultimo bootleg, cercando di cogliere ogni minimo particolare.

Se vi riconoscete in una qualsiasi di queste posizioni, fatevi trovare pronti: evento unico distribuito da Microcinema (tutte le info qui), nella giornata di martedì 20 novembre sarà proiettato nelle sale di tutta la Penisola Hungarian Rhapsody: Queen Live In Budapest, fedele resoconto della celebre tappa ungherese del Magic Tour del 1986. Rimasterizzato e riproposto in una versione ricca di contenuti extra, questo storico documento ha qualcosa in più da offrire a chi lo guarda rispetto a tante altre simili release. Anzitutto perché definirlo “storico” non è una scelta casuale. Chi all’epoca aveva più di quindici anni non potrà non ricordare l’eccezionalità dell’evento: l’arrivo di una band occidentale – per giunta “eccessiva” come i Queen – in un Paese di confine della Cortina di Ferro, tre anni prima della caduta del Muro e dall’apertura delle frontiere da parte del partito riformista ungherese di Miklós Németh. Poi per la ricca porzione di riprese riguardanti non solo il live ma anche la vita della band, partendo dall’epico Live Aid dell’anno precedente. Infine per la musica: il live in questione è da più parti indicato come quello definitivo dei Queen, una sintesi di tutto quello che i quattro hanno saputo dare, la fotografia dell’apice.

Ebbene, ancora una volta sarà bellissimo lasciare a quelle immagini il compito di ricordarci che le cose stavano in modo ancora diverso. Semplicemente perché, sebbene i Queen di quel periodo si fossero già lasciati alle spalle gli anni della loro esplorazione stilistica più curiosa, quel palco vi mostrerà quattro musicisti che, al di là delle proprie contraddizioni, vivevano come se il loro più grande show fosse ancora da venire. E soprattutto, vi mostreranno che non è un caso se avete perso il conto delle Lady Gaga di turno che avrebbero voluto essere al loro posto. Quella libertà creativa così assoluta, quell’eclettismo, l’epica potenza espressiva: non ne riavremo tanti altri così. Una somma di motivi più che sufficienti a considerarlo un evento decisamente da non perdere.

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