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Recensione concerto Cristina Donà Roma Piper Club 3 maggio 2012

Roma, 3 maggio 2012. Spetta al Piper Club l’onore di ospitare il bis romano del Torno a casa a piedi Tour di Cristina Donà. Una replica inaspettata, di sicuro gradita.

Recensione concerto Cristina Donà Roma 2012Roma, 3 maggio 2012. Spetta al Piper Club l’onore di ospitare il bis romano del Torno a casa a piedi Tour di Cristina Donà. Una replica inaspettata, di sicuro gradita, visto che quest’anno l’unica tappa dalle nostre parti era stata in un club di metallari poco fuori la Capitale. Una data anomala rispetto alla continuity del resto della tournée, a più di due settimane dall’ultima esibizione. Ne prendo atto e aspetto l’inizio del concerto. Ad avallare la mia perplessità iniziale, sale sul palco la Donà insieme a una formazione ridotta e rimaneggiata. Alla chitarra e alla batteria, i fedelissimi Saverio Lanza e Piero Monterisi, mentre al basso troviamo un collaboratore di vecchia data, Emanuele Brignola. Assente ingiustificata, la sessione di fiati dei fratelli Cangi. Un’assenza che si fa parecchio sentire, soprattutto nei brani dell’ultimo album, ricchi di strumenti e molto ben orchestrati. Lo si capisce sin da In un soffio, per diventare ufficiale con Miracoli. Al contrario, suonando i vecchi brani, soprattutto quelli di Tregua e Nido, tutto funziona a meraviglia. Le geometrie fra i musicisti si incastrano alla perfezione e la voce di Cristina, unica, di ceramica affilata, riesce ad emozionare nonostante non fosse nella sua forma migliore. Una performance che forse ha risentito del po’ di ruggine dovuta alla pausa, con molte sbavature (non ultima la mancata partecipazione di Jose Ramon Caravallo, percussionista e trombettista di Silvestri e della Bandabardò, atteso durante il concerto e arrivato solo prima del bis), tenuta in piedi dal talento e savoir faire della cantante, e da una discografia che può vantare la presenza di gemme di inestimabile valore come Goccia, Stelle buone e Invisibile.

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