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Recensione concerto Subsonica Roma PalaLottomatica 28 aprile 2012

Roma, 28 aprile 2012, PalaLottomatica: i Subsonica concludono il loro Istantanee Tour con un concerto nella Capitale. Mi scoccia dover fare la parte del duro e puro della musica

Recensione concerto Subsonica Roma 28 aprile 2012Roma, 28 aprile 2012, PalaLottomatica: i Subsonica concludono il loro Istantanee Tour con un concerto nella Capitale. Mi scoccia dover fare la parte del duro e puro della musica, quello che “I Subsonica li ho visti nei centri sociali insieme ad altre poche centinaia di persone”, ma così è stato. Il punto è che ho gioito anche nel vederli di fronte a migliaia e migliaia di spettatori, seguendo la loro crescita con ammirazione e rispetto, fino a che le loro canzoni hanno smesso di parlare di me e con me. Non centra l’esser diventati commerciali o meno, paradossalmente lo erano più dieci anni fa, visti i dati di vendita, è più un discorso di staffetta generazionale. E in effetti, sorprendentemente, il pubblico del Palalottomatica – pieno fin sopra agli ultimi anelli – è in maggioranza composto da giovanissimi.

Da fan della vecchia guardia ho accolto con curiosità il loro volersi cimentare dal vivo con i primi due dischi, ma anche con scetticismo: la scelta in sé, portata avanti in parte anche nella tournée teatrale che aveva seguito l’Eden Tour, sembra voler prendere le distanze dalla loro ultima produzione, accantonare in fretta il presente. Quindici anni di carriera da festeggiare sono un buonissimo motivo, ma sanno un po’ di anticipazione forzata. Il tutto condito da una teatralità discutibile: l’entrata in scena con vestiti anni ’90 – ma attenzione, non come si vestivano i Subsonica in quegli anni – con un fondale che riprende la copertina del loro primo album. Una rappresentazione di quello che potevano esser stati i loro primi concerti, ben lontana da quello che furono veramente, affascinante per chi all’epoca non è potuto andare a un loro live perché ancora alle scuole elementari.

Per fortuna il palco e i costumi cambiano abbastanza in fretta, e tutto torna alla sorprendente normalità (una delle scenografie più belle di sempre). E poi c’è la musica, su quella non si discute. Sentire Cose che non ho trasformarsi nella sigla di Daitarn 3, dondolare sul groove di Preso blu, poter riascoltare Istantanee, la canzone con cui tutto ebbe inizio, Funkstar, Radioestensioni, è stato un emozionante salto nel passato. Rivedere poi la formazione originale con Pierfunk al basso, prodigarsi nel drum’n’bass estremo di Giungla nord e nella granitica rivisitazione di Per un’ora d’amore, mi ha addirittura strappato una lacrima.

Nel momento della canzone a richiesta, qualcuno chiede L’odore. Samuel risponde:”L’odore no, era su Terrestre e Terrestre faceva cagare!”. I cinque di Torino avranno perso i consensi della critica, ma non hanno perso l’autoironia (che celebrano in Benzina Ogoshi, penultimo brano in scaletta) e l’energia: più di due ore di musica, tiratissima e con poche pause, con un Ninja in splendida forma, vero cuore pulsante del concerto. Lo spettacolo, iniziato con Come se, si conclude con una bellissima versione di Nicotina Groove, proprio come la scaletta del loro primo album. Durante il brano, si accendono tutte le luci del palazzetto, illuminando a giorno, rompendo volutamente la magia creata fino a quel momento, mettendo tutti sullo stesso piano. Sul palco ritrovo cinque vecchie conoscenze, e mi ritrovo a ringraziarli, per l’ennesima volta. Insieme ad altre quindicimila persone.

Clicca qui per la scaletta completa dell’Istantanee Tour dei Subsonica.

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