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Risarcimento di 1936,80 euro alla famiglia dell'operaio morto al concerto della Pausini

Il “risarcimento” da parte dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), alla famiglia di Matteo Armellini, l’operaio romano rimasto schiacciato sotto i tubi del palco che stava costruendo per il concerto di Laura Pausini, è di 1936,80 euro.

Il 5 marzo scorso a Reggio Calabria Matteo Armelliniun operaio romano, è rimasto schiacciato sotto i tubi del palco che stava costruendo per il concerto di Laura Pausini. Quattro mesi dopo è arrivato il “risarcimento” da parte dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), alla famiglia di Matteo. 1936,80 euro. Una cifra che lascia perplessi. Tutti, a partire dalla famiglia del ragazzo. «Quei soldi sono stati dati come risarcimento per infortunio e malattia professionale: esigo spiegazioni, è un problema di rispetto e di dignità; Matteo non aveva ancora cominciato il suo turno, gli è crollato tutto addosso; va rivisto il modo in cui viene gestito il lavoro di questi ragazzi».

La spiegazione, fredda e spietata, viene dalle parole del direttore centrale prestazioni dell’InailLuigi Sorrentini: «Non sempre le somme che l’Istituto eroga sono adeguate, ma è quanto stabilisce la legge. L’articolo 85 del Testo unico 1124/1965 prevede che abbiano diritto alla rendita a superstite, in caso di infortuni mortali, coniugi e figli che contribuiva al loro mantenimento. In questo caso non è risultato che Matteo contribuisse al mantenimento della madre, e quindi è previsto solo l’assegno funerario una tantum, che è appunto quello erogato». Quindi, quei pochi soldi (meno di due mila euro) saranno l’unico “risarcimento” a favore della famiglia di Matteo Armellini.

Per ora, nessun commento da parte della Pausini, che poche ore dopo l’incidente aveva scritto una lettera in cui si diceva devastata dal lutto.

 

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