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Il fatto quotidiano ha decretato la morte del rap. Salmo non è d’accordo

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di Francesca Vuotto
Foto di Gabriele Careddu

Michele Monina, firma musicale de Il Fatto Quotidiano, ha pubblicato un articolo in cui senza mezzi termini decreta la morte del rap, criticandone i rappresentanti di oggi e il pubblico. E non è tardata ad arrivare la prima risposta dal mondo dei diretti interessati, da Salmo, che dimostra – non solo con la sua musica, ma numeri alla mano – che questo genere (e il suo pubblico) sono tutt’altro che morti.

«Il rap, forse perché nato come qualcosa di rivoluzionario, musicalmente e come messaggio veicolato, a furia di stare sotto i riflettori si è spuntato, ha perso parte del suo potere dirompente, si è corrotto… sembra che il rap sia destinato a tornare, almeno per un po’, nei ranghi, fagocitato dal sistema, depotenziato e in qualche modo narcotizzato… Oggi all’orizzonte non c’è nessun Mondo Marcio, nessun Fabri Fibra, nessun Fedez. Sembra che la nuova generazione, capace magari sin da subito di polarizzare l’attenzione del pubblico grazie alla rete, stia diventando sempre più cupa e autoreferenziale», questi alcuni dei passaggi in cui Monina esprime più nettamente la sua visione della situazione attuale, messa a confronto con big del cosiddetto “passato”.

Salmo gli ha risposto per le rime, estendendo la polemica a chi non vede (o non vuole vedere) quel che sta realmente accadendo sulla scena italiana, caratterizzata (per limitarsi al solo rapper sardo) alle migliaia di copie vendute dal suo Hellvisback, che si è aggiudicato il Disco di Platino in poco meno di due mesi dalla pubblicazione.

Perché fate uscire questi articoli? Ma dove cazzo vivete? Sugli alberi?! “giornalisti” delle patatine, questo siete….

Pubblicato da Salmo su Giovedì 31 marzo 2016

E ha detto la sua anche Mondo Marcio:

Il rap è’ morto ? ? ? Ho letto un articolo molto interessante, prendetevi un momento per farvi la vostra idea. Io credo…

Pubblicato da Mondo Marcio su Giovedì 31 marzo 2016

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