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Le pagelle della seconda serata di Sanremo 2017: bene Sylvestre e Bravi, ma a vincere sono i super ospiti

La seconda serata del Festival di Sanremo ci ha offerto l’ascolto dei brani degli 11 big in gara rimasti da sentire e delle prime 4 Nuove Proposte (con i primi due eliminati, Marianne Mirage e Braschi). In generale, la serata ci è sembrata più incalzante e vivace della prima (merito, probabilmente, degli ospiti più prestigiosi, che ci siamo permessi di giudicare alla stregua degli artisti in gara). Anche stasera il regolamento prevedeva la provvisoria eliminazione di tre cantanti: il pubblico, per il momento, sembra non aver apprezzato Bianca Atzei e le due coppie formate da Nesli-Alice Paba e Raige-Giulia Luzi. Per sapere, invece, cosa ne pensiamo noi di Onstage, date un’occhiata alle nostre pagelle.

NUOVE PROPOSTE

Marianne Mirage, voto 7
La Sugar per questa edizione del Festival ha puntato tutto su Marianne Mirage e la sua Le canzoni fanno male (scritta, tra gli altri, da Francesco Bianconi). Il pezzo merita ed è più originale di tutte quelle dei big messe insieme. Non a caso è stata scelta per l’opening. Ci chiediamo di preciso cosa il pubblico non abbia apprezzato. Peccato.

Francesco Guasti, voto 5
La storia tra Francesco Guasti e il Festival è un po’ travagliata (pare ci sia di mezzo anche una porta rotta), ma alla fine il cantautore riesce ad arrivare sul palco dell’Ariston con il brano Universo. Non male, ma neanche bene. Sarà che dalle Nuove Proposte ci aspettiamo proposte, appunto, nuove.

Braschi, voto 7
Il titolo del brano, Nel mare ci sono i coccodrilli, la dice lunga sull’estro di Braschi: faccia carina e pulita ma un approccio al cantautorato da artista navigato. La canzone ci piace abbastanza, promette bene per il giovane Braschi. Promosso!

Leonardo Lamacchia, voto 8
Sono di parte, perché – al primo ascolto – Ciò che resta mi ha affascinato e, onestamente, avevo già deciso che il brano sarebbe stato il trionfatore assoluto nella sua categoria. Testo profondo, ma semplice e comprensibile. Musiche irresistibili. Fatelo vincere, dai.

BIG

Bianca Atzei, voto 4,5
Non la capiamo molto Bianca Atzei e siamo certi che molti spettatori si trovino nella nostra stessa situazione. La canzone – Ora esisti solo tu – scorre nell’indifferenza generale, non lascia traccia. Siamo noi nel torto?

Marco Masini, voto 7
Marco sta nel suo, porta al Festival tutta la sua capacità di raccontare temi profondi (che ritroviamo in Spostato di un secondo), con un pizzico di innovazione, che si percepisce nella base elettronica del pezzo. Magari non vincerà, ma dà un grande insegnamento agli altri Big che gli fanno compagnia sul palco: ci si può rinnovare, volendo. E senza snaturarsi.

Nesli e Alice Paba, voto 6
Un duetto sanremese, con una canzone perfettamente sanremese. Do retta a te, questo il titolo del brano, è bella, ma non osa e non rischia. Da una coppia così inedita (e così giovane) ci aspettavamo un pizzico di originalità in più.

Sergio Sylvestre, voto 7,5
Ci si stringe il cuore a vedere Sergione salire sul palco: è emozionatissimo e si percepisce chiaramente. Ma la sua Con te, pur non brillando di originalità, mette in luce la splendida voce del più recente vincitore di Amici. Esibizione pulita e veramente impressionante. In Italia se ne sentono pochi di artisti con un calibro così internazionale.

Gigi D’Alessio, voto 5
No, La prima stella di Gigi D’Alessio non ci piace. Ci sentiamo però di premiare la coerenza del cantautore campano: porta se stesso e il suo mondo musicale all’Ariston. C’è chi storce il naso e chi lo voterà a più non posso.

Michele Bravi, voto 8
La vera sorpresa di questa serata. Il diario degli errori mi ha ricordato il Michele emozionante e intenso degli esordi e la sua potenza, quando canta in italiano, fa apparire il suo precedente lavoro in inglese un passo falso. Questo brano dimostra che in questo ragazzo c’è del vero talento. E neanche poco.

Paola Turci, voto 7
L’aveva detto Paola che finalmente avrebbe usato la voce e Fatti bella per te, in effetti, ha un sound molto rock che le calza a pennello e che porta un po’ di verve all’Ariston. Apprezzabile.

Francesco Gabbani, voto 6
Non linciatemi, a me Francesco piace. Ma non vi sembra tutto un po’ già rivisto? Dal balletto improvvisato (non ditemi che avete dimenticato Daniele Silvestri e lo spettacolo sul palco con Salirò) al ritmo della canzone, un po’ troppo simile a quello di Amen. Insomma, ci resta il dubbio: sarà un vero innovatore?

Michele Zarrillo, voto 6 politico
Siamo molto felici di vedere tornare sul palco Michele Zarrillo, ma Mani nelle mani è un brano che resta nel limbo delle canzoni di difficile collocazione nel 2017. Sicuramente avrà il suo pubblico, ma è indimenticabile? Ne dubitiamo.

Chiara, voto 6,5
Chiara Galiazzo torna sul palco dell’Ariston con il brano Nessun posto è casa mia, una ballad intensa che mette in mostra la sua particolarissima voce, e questo è il lato positivo. Quello negativo è che la canzone sembra non partire mai.

Raige e Giulia Luzi, voto 4,5
Raige e Giulia Luzi, la seconda coppia inedita della serata, portano sul palco Togliamoci la voglia, brano che hanno definito come una sorta di sinergia tra rap e pop. Al primo ascolto non ci hanno convinto e il giudizio sembra unanime.

OSPITI

Robbie Williams, voto 8
Poteva sbagliare tutto, svenire sul palco o rompere gli strumenti musicali e ci sarebbe piaciuto lo stesso. Nulla di tutto ciò è accaduto (ha “solo” baciato Maria De Filippi), anche se l’apparizione è stata un po’ troppo breve. Solo per questo gli risparmiamo il voto massimo. E “grazi” a te Robbie.

Giorgia, voto 10
Il massimo dei voti lo diamo invece alla ‘nostra’ Giorgia, una delle voci più belle del nostro Paese, ma anche e soprattutto artista di grande umiltà, autoironica, mai impostata. La vorremmo ospite tutte le sere.

Biffy Clyro, voto 10
I Biffy Clyro ci piacciono tantissimo e vederli all’Ariston è una grande soddisfazione. Conti li ha un po’ reclusi nella parentesi finale della serata, senza dedicare loro troppo tempo. Ci sta, perché il pubblico di Sanremo non è propriamente alternativo. Ci accontentiamo. Eccome se ci accontentiamo.

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