Notizie

Le cover migliori (e quelle peggiori) nelle pagelle della terza serata di Sanremo 2017

sanremo-2017-pagelle-cover

La terza serata del Festival di Sanremo è ormai nota come l’immancabile ‘serata delle cover’. I 20 big che non sono finiti – nel corso delle prime due serate – in fondo alla classifica provvisoria, si sono esibiti subito dopo la gara delle restanti 4 Nuove Proposte (che ha visto ‘cadere’ Tommaso Pini e Valeria Farinacci a favore di Maldestro e Lele). Alla fine di una puntata decisamente lenta, i sei artisti penalizzati dalle prime votazioni se la sono giocata ricantando la canzone portata al Festival: eliminate definitivamente le due coppie, Nesli e Alice Paba e Raige e Giulia Luzi. Noi ci siamo tuttavia soffermati sulle protagoniste della serata, le cover. Ecco le 5 che abbiamo preferito e le 5 che, invece, non ci hanno assolutamente entusiasmato. Ricordiamo che a vincere è stato Ermal Meta e la sua versione di Amara terra mia di Domenico Modugno, mentre al secondo e terzo posto si sono piazzati rispettivamente Paola Turci con Un’emozione da poco di Anna Oxa e Marco Masini con Signor Tenente di Giorgio Faletti.

LE 5 COVER PEGGIORI

Lodovica Comello
Lodovica è giovane e fresca, ma la sua versione de Le mille bolle blu di Mina è fin troppo ‘plastica’, statica, senza personalità. Stiamo parlando di un brano ‘frizzante’, è vero, ma Mina era capace di regalare al pezzo un inimmaginabile spessore. Il paragone è ingiusto, lo sappiamo, ma del resto ci basiamo su quanto abbiamo ascoltato.

Sergio Sylvestre
Non avremmo mai voluto inserire Sergio tra le 5 cover peggiori, anche perché per Vorrei la pelle nera, il Big Boy si è portato sul palco gli amici e colleghi Soul System. Ci aspettavamo una bomba di energia, ma non possiamo far finta di non aver sentito problemi tecnici che hanno rovinato in parte la performance. Peccato.

Al Bano
Pregherò è una gran bella canzone, ma – proprio come nel caso della gara vera e propria – Al Bano, in confronto ai suoi compagni d’avventura, sembra venir fuori da un’altra epoca. Vintage. Troppo vintage.

Michele Zarrillo
Non si è rivelato un compito semplice tirare fuori le 5 cover peggiori della serata, perché alla fine, nel loro piccolo, ogni artista ha portato un meritevole omaggio. Se va fatta una scelta, però, puntiamo sulle cover meno incisive come Se tu non torni di Michele Zarrillo. Senza infamia e senza lode.

Chiara
La decisione più difficile. Non è andata malissimo per Chiara, anzi, ma la sua versione di Diamante pecca forse di capacità di lasciare il segno. In breve, tra tutte, è quella che ci ricordiamo meno. Solo per questo finisce nella nostra poco gratificante lista.

LE 5 COVER MIGLIORI

Ermal Meta
Quest’anno non sbaglia un colpo e non possiamo non inserirlo nell’elenco delle performance migliori della serata. La sua versione di Amara terra mia di Domenico Modugno è sentita, struggente e magistralmente interpretata. Emozione fortissima, non aggiungiamo nient’altro.

Fiorella Mannoia
Sempre e per sempre è un brano spettacolare, dal testo – firmato da Francesco De Gregori – semplicemente perfetto. L’intensità di Fiorella Mannoia è un colpo al cuore, mentre ci canta l’amore eterno con semplicità e maestria. Verso la fine del brano, la voce le si spezza commossa. Superiore.

Marco Masini
Difficilissimo portare sul palco un brano così iconico e particolare come Signor Tenente di Giorgio Faletti. Marco ne fa una versione personale, senza imitare né svalutare la versione originale dell’amico e collega. Un compito arduo, che forse poteva essere portato a casa con più ‘stile’. Ma forse non sarebbe stato opportuno stravolgere troppo un pezzo così importante, che ci fa sempre piacere riascoltare.

Samuel
Samuel per la serata delle cover sceglie Ho difeso il mio amore dei Nomadi, in una versione rivista ma non stravolta. Il brano sembra modernissimo e il torinese lo personalizza con grande maestria. Bravo!

Michele Bravi
Eravamo indecisi tra un paio di cover per completare la lista delle migliori interpretazioni della serata e alla fine la scelta è ricaduta su Michele, che con i brani intimisti si trasforma in un interprete sublime. La sua versione de La stagione dell’amore è precisa e intensa: sembra aver trovato il proprio luogo e il proprio spazio artistico, non possiamo ignorare questo dato di fatto.

Commenti

Commenti

Condivisioni