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Scaletta e recensione concerto Noel Gallagher Atlantico, Roma, 13 marzo 2012

Ieri sera Noel Gallagher all’Atlantico di Roma si è esibito in un concerto spettacolare. Ecco la scaletta.

In un paio d’anni soltanto, tra il ’94 e il ’95, gli Oasis dei fratelli Gallagher scrivevano la storia del pop, diventando un fenomeno mondiale con tanto di culto annesso: orde di fan vestite come i loro idoli, pletore di band tributo, epigoni dal dubbio spessore. Le vicende dei simpatici e rissosi fratelli hanno alimentato i gossip per almeno un decennio, accompagnando la loro carriera fino allo scioglimento della band nel 2009. Sarà che in quegli anni la mia attenzione era rivolta verso Chicago e che era appena uscito The Bends, sarà che sono un fan oltranzista dei Beatles, ma per me gli Oasis non erano niente più che un gruppo con delle melodie vincenti e qualche canzone riuscita. Al tempo era così, la musica generava ancora delle rivalità da tifo calcistico, o eri pro o contro, e io semplicemente non riuscivo a capire l’entusiasmo e l’idolatria intorno al gruppo di Manchester.

Tramontano le ere, ma il culto degli Oasis resiste (anche se ridotto alla capienza di un palazzetto); le canzoni pure e Noel Gallagher, che ne è in pratica l’unico autore, continua a portarle in giro con il suo nuovo progetto, i Noel Gallagher’s High Flying Birds (gli uccelli che volano in alto di Noel Gallagher, wow), questa sera all’Atlantico Live di Roma per l’unica data italiana dopo il successone all’Alcatraz di Milano lo scorso novembre. Ritroviamo vecchi e nuovi adepti in divisa, parka, Fred Perry e capelli mod, ma anche genitori al seguito delle figlie dodicenni, che quasi ci muovono a commozione (i genitori). Incontro conoscenti felicemente stupiti di scoprirmi parte della setta e tra i fan nell’area vip vedo sgolarsi sin dal primo brano Francesco Mandelli dei Soliti Idioti. Noel è sul palco, inizia il concerto.

La prima canzone è una dichiarazione che ha del beffardo, (It’s Good) To Be Free, b-side degli Oasis: come dire, finalmente libero, lontano dai vecchi compagni e soprattutto da mio fratello. Il resto del breve concerto (un’ora e mezza di durata) prosegue senza particolari apici, proponendo tutti e dieci i brani del disco solista di Noel, alternati ad altrettanti brani degli Oasis fra cui Supersonic e Little By Little. La vera attrazione è il pubblico. Come ad una partita, si susseguono senza sosta cori rivolti all’artista, cori della squadra di calcio del Manchester City e cori da stadio contro i Carabinieri. Su If I Had A Gun, primo singolo del nuovo disco, Noel lascia cantare a un pubblico incredibilmente intonato tutta la prima strofa e il primo ritornello, e capisco finalmente quale forza straordinaria possa avere una semplice canzone con una bella melodia. L’esibizione si conclude con quell’intro di piano che tanto sembra Imagine e che invece è Don’t Look Back In Anger, mandando tutti i fan a casa soddisfatti, e anche me.

Ecco la scaletta:

(It’s Good) To Be Free – (Oasis song)

Mucky Fingers – (Oasis cover)

Everybody’s On The Run

Dream On

If I Had A Gun

The Good Rebel

The Death Of You And Me

Freaky Teeth

Supersonic Acustic (Oasis song)

(I Wanna Live In My) Record Machine

AKA… What A Life!

Talk Tonight (Oasis cover)

Soldier Boys And Jesus Freaks

AKA… Broken Arrow!

Half The World Away (Oasis cover)

(Stranded On) The Wrong Beach

Whatever (Oasis cover)

Little By Little  (Oasis song)

The Importance Of Being Idle (Oasis song)

Don’t Look Back In Anger (Oasis song)

 

Clicca qui per guardare le foto del concerto.

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