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Se il mondo fosse Rap per l'Emilia Emis Killa, Marracash, J-Ax e Club Dogo

Dopo il concerto del 15 giugno scorso, e quello al Campovolo del 22 settembre, ora arriva l’iniziativa di Emis Killa, Marracash, J-Ax e Club Dogo che hanno pensato di scrivere un nuovo singolo Se il mondo fosse.

Per l’Emilia si stanno muovendo tutti: dopo il concerto del 25 giugno scorso, e quello al Campovolo del 22 settembre, ora arriva l’iniziativa di  Emis Killa, Marracash, J-Ax e Club Dogo che hanno pensato di scrivere un nuovo singolo il cui ricavato sarà devoluto al progetto “Adotta una scuola”, presentato oggi agli Mtv Days di Torino, che si pone l’obbiettivo della ricostruzione dell’Istituto Superiore Galileo Galilei di Mirandola di Modena.

È la prima volta che un’iniziativa come questa prende piede nel rap. Il singolo, dal titolo Se il mondo fosse, prodotto da Big Fish, sarà in vendita da sabato su iTunes.
«Anche i rapper hanno un cuore? – scherza Emis Killa (clicca qui per guardare l’intervista di Onstage) nell’intervista a La Repubblica – Direi di sì, ma questo era ovvio. Spesso veniamo percepiti come la parte marcia della società per i nostri atteggiamenti e per il linguaggio scurrile che a volte inseriamo nei testi, ma in realtà siamo tutti dei bravi ragazzi. Il problema è che magari venendo dalle case popolari o, come si dice in questi casi, dalla strada, a volte abbiamo atteggiamenti un po’ sopra le righe. Spero che grazie a questa iniziativa qualcuno riesca a capirci meglio».
L’idea del progetto è proprio sua: «L’idea che sta dietro a Se il mondo fosse è nata leggendo le centinaia di commenti al terremoto su Twitter e Facebook: notando che tutti erano solidali a parole, ma nessuno muoveva un dito, ho pensato a cosa potevo fare concretamente. Non sono miliardario e non posso staccare un assegno da ventimila euro come se nulla fosse, quindi ho deciso di fare quello che mi riesce meglio: scrivere un pezzo».

Guè Pequeno (clicca qui per guardare l’intervista di Onstage ai Club Dogo), gli fa eco: «Ma questa cosa dei rapper egoisti e menefreghisti però è ora che finisca, perché da sempre noi siamo molto più vicini alla realtà della maggior parte dei cantanti pop. Credo fosse inevitabile che un’iniziativa del genere partisse dal nostro mondo, dal basso, piuttosto che da quello dei partecipanti dei talent show televisivi. L’immagine del rapper tamarro, duro e senza cuore, su cui noi giochiamo, è una cosa che spesso viene veicolata e spinta male dai media, ma che in realtà corrisponde poco alla verità visto che nei nostri dischi ci sono molti brani introspettivi. Non dimentichiamo poi che la solidarietà e l’amicizia tra noi è vera, non di facciata, quindi quando Killa ci ha chiamato per sapere se volevamo far parte di questo progetto abbiamo subito risposto presente. È una causa nobile e un segnale forte».

Il brano non avrà come soggetto il terremoto, perché esprime il concetto fondamentale della superficialità come unica espressione della nostra società.

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