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Secondary ticketing: le reazioni di F&P, Vivo Concerti, TicketOne e Assomusica

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Questa mattina, a Milano, si è svolta una lunga e importante conferenza stampa sul problema del secondary ticketing nel mondo della musica. Protagonisti dell’incontro, Ferdinando Salzano (F&P Group), Claudio Maioli (manager di Ligabue) e i rappresentanti di Assomusica, Vivo Concerti, TicketOne e di altre importanti realtà del settore. Ecco cosa hanno detto a proposito dell’ormai famoso servizio delle Iene sul bagarinaggio online, delle dichiarazioni di Roberto De Luca (Live Nation) e del futuro della musica live in Italia.

Claudio Maioli
«Sentire De Luca pronunciare la parola artisti mi ha amareggiato. O si fanno i nomi o non si gettano dichiarazioni così in pasto alla gente. Io non ci sto. Non siamo tutti uguali. Non ci sto a vedere additato come colpevole chi non c’entra nulla. Dal servizio delle Iene emerge una truffa bella e buona. Ma non è giusto infangare appassionati e addetti ai lavori che rispettano le regole.  Da anni invitiamo il pubblico a non comprare dai siti di secondary ticketing, pubblicando una black list sul sito di Ligabue e di F&P Group.  Il bagarinaggio online è un cancro. Si trovano purtroppo anche biglietti di Liga ma è frutto di un’iniziativa di privati. Penso che tali siti debbano essere oscurati. Ringrazio le Iene e spero vadano avanti. Il mercato della musica live era un corpo sano che però ora ha un cancro. Tolto il cancro, tornerà sano».

Ferdinando Salzano
«Questa è la conferenza più difficile dei miei ultimi 30 anni. Non ho dormito stanotte. La mia prima reazione al servizio è stata la vergogna. Vergogna del mestiere che faccio e di come ne siamo usciti. Ha dato un’immagine devastante, parlando di truffa generale, con manager e artisti coinvolti. Come se fosse tutto una mela marcia e con un unico obiettivo finale: truffare il pubblico. Oggi dobbiamo dirci tutto. Il protagonista non è un artista ma la musica italiana. Perché i nostri artisti non sono coinvolti. Nessuno con cui lavoro ha mai avuto rapporti con siti di secondary ticketing. Ci sono anche altri organizzatori: a loro dico di autodenunciarsi. Adesso. Sanno tutto. Il mio consiglio dunque è questo: parlate, autodenunciatevi! La pianta è sana, vanno tagliati solo i rami malati.  Il meccanismo è pericoloso. Sono emersi numeri che non immaginavo. I siti vanno oscurati completamente, non regolamentati. Non ci può essere alcuna mediazione. Non parteciperemo ad alcuna lezione legale se non ci sarà come obiettivo l’oscuramento. Mi sento addosso un’enorme responsabilità dopo il servizio delle Iene. “E adesso cosa fai?” mi dicono. Vi chiedo di aiutarci a trasferire il concetto che non è tutto marcio, che il resto del corpo è sano. Serve fiducia. Tra manager, artista e produttore live. Stessa cosa va fatta con il pubblico.
Questi siti stanno minando il rapporto con il pubblico, che oggi non sa più qual è la verità. Non c’è protezione per nessun artista ora. Serve un codice etico, che tutti devono firmare, in cui si dichiari di non dare biglietti a siti del mercato secondario, per dire no alla truffa. Il cancro non riguarda solo i Coldplay, ma tutti gli artisti. Ad esempio, la data di Ligabue a Roma: sul sito TicketOne è indicato un prezzo, non è un concerto esaurito, ma Seatwave vende già ad una cifra stellare. E poi, per l’evento Nek in Arena: i biglietti in gradinata sono ancora disponibili su TicketOne,  ma alcuni siti danno un prezzo triplicato. Dal 2010 F&P con Maioli dichiaria guerra al secondary ticketing. Mai avuto rapporti con loro. Come arrivano? Perché i sistemi di protezione esistenti fanno acqua da qualche parte. Quando vengono emessi i biglietti probabilmente. Purtroppo il pubblico pensa che anche Ligabue, Amoroso e tutti gli altri siano coinvolti nella truffa. Ma non è affatto così. Da questa merda emerge solo una cosa positiva: è il momento di fare tabula rasa. La fiducia è ormai minata, servono sistemi efficaci  per proteggerci».

Stefano Lionetti, AD di TicketOne
«Noi abbiamo operato sempre in maniera corretta. Non avrebbe alcuna logica dare biglietti a mercati secondari. Questi siti hanno individui privati che comprano i biglietti a 4 a 4 con carte di credito e poi li rivendono. Si organizzano per acquistare. È la forma moderna dei classici bagarini. Molti fan comprano a prezzo triplicato perché non vanno a verificare sul sito ufficiale. Spesso cercando la parola “Ticketone” su Google compare il sito di Viagogo, che ha sede all’estero. Un fenomeno che inganna il consumatore. TicketOne spende un sacco di soldi per professionisti e per la sicurezza. Per evitare ciò».

Ferdinando Salzano
«Tante volte questi soggetti non hanno realmente i biglietti in mano, ma vendono lo stesso al pubblico, comprandoli poi su TicketOne. Internet è un mondo libero. Quindi, o si oscurano o questi fenomeni non si potranno mai bloccare. Succede anche con il calcio. Le partite del Milan sono tutte su Viagogo. Come arrivare all’oscuramento in tempi utili? Attendiamo l’udienza del 24 novembre che vede coinvolti i tre siti e SIAE. Ma sappiamo che se oscuriamo questi tre, il giorno dopo ne nascono altri tre. Io continuerò comunque a lottare, insieme ai manager, per oscurarli. Spero che alla fine non si trovi un accordo tra Siae e questo tipo di sistema. Sono terrorizzato all’idea. Sarebbe la morte del mercato ufficiale se si arrivasse a regolamentare questo meccanismo. Noi di F&P da anni parliamo col pubblico tramite il nostro sito e i comunicati ufficiali, invitiamo a non acquistare da siti non autorizzati e da bagarini. Noi nel 2010 con Maioli abbiamo fatto il biglietto nominale per il tour di Ligabue, come provocazione. Ringrazio le Iene ed esorto a continuare, ma non si deve fare di tutta l’erba un fascio».

Le domande che la sala di giornalisti pone agli interlocutori sono le stesse che ronzano in testa alla gente in questi giorni: cosa accadrà ora? Cosa cambierà nel sistema? Sono stati tirati in ballo da De Luca artisti e manager. Verranno fuori nomi precisi?

Claudio Maioli
«Mi aspetto che siano gli altri a dire “noi non c’entriamo”. Bisogna informare davvero. Disabituare la gente. Far capire quali sono i siti incriminati. Dire che non vanno comprati lì. Fare informazione».

Ferdinando Salzano
«Mi aspetto altre prese di posizione forti, come stiamo facendo noi qui oggi. Per questo dico autodenunciatevi! Spero che altri nostri colleghi smettano di dare biglietti al secondary ticketing. Forse potevamo fare di più prima. Ma c’è da dire che la legge italiana non aiuta. Ora sarà difficile fare il mio mestiere».

Vincenzo Spera (Assomusica)
«Ce ne stiamo occupando da anni. Non può essere risolto a livello italiano. Gran Bretagna, Germania, Francia vivono la stessa situazione. Stiamo facendo pressioni per lavorare a livello europeo. Alla ricerca di una legislazione che se ne occupi. Il mercato non è etico, questo aspetto va accettato».

Ferdinando Salzano
«Molti indicano come soluzione l’introduzione di prezzi dinamici. Io penso che un conto è parlare di biglietto che può raggiungere un prezzo massimo, un conto è arrivare a cifre esagerate come queste proposte da certi siti. Il secondary ticketing è una vera e propria truffa».

Stefano Lionetti
«Abbiamo ricevuto solo 60 segnalazioni su milioni di biglietti venduti. Noi siamo solo parte informata dei fatti, non abbiamo ricevuto nessuna denuncia. Ci sono verifiche in corso».

Ferdinando Salzano
«Questi sono siti collocati all’estero. Difficile fare udienze in Italia. Noi non abbiamo potere per bloccare la vendita di biglietti ai privati. La polizia postale ci ha rifiutato in passato una denuncia. Perché non rientrava nelle nostre competenze. Questa è la situazione oggi».

Claudio Maioli
«Noi ci incazziamo quando vediamo a 200/300 euro un biglietto che ne costa 40. Io credo che informazione giusta e oscuramento dei siti siano la soluzione più giusta.

Stefano Lionetti
«Non proteggiamo Live Nation, ma non vogliamo che questo incidente diventi motivo per dare la colpa a tutti gli addetti ai lavori».

David Zard
«De Luca è solo un amministratore perché Live Nation è di proprietà americana al cento per cento. Dunque fa ciò che dice la casa madre. Compra tournée intere di U2, Madonna e altri offrendo cifre esorbitanti. Spesso i prezzi dei biglietti in alcuni Paesi sono altissimi, in altri no. Non si deve mettere in croce De Luca perché esegue semplicemente gli ordini. Quando si offrono ad artisti e manager cifre incredibili, dobbiamo sapere che c’è un altro tipo di introiti. Live Nation ora acquista anche merchandising, diritti discografici, l’immagine intera di un artista. Io me ne sono andato proprio quando sono subentrate le multinazionali. Non bisogna crocifiggere nessuno, ma discutere».

Clemente Zard (Vivo Concerti)
«Da parte nostra c’è assoluta estraneità con il secondary ticketing. Mi ritrovo però a che fare con una concorrenza sleale. Live Nation offre cifre che non esistono. Difficile lavorare così».

Ferdinando Salzano
«Con Siae ci sarà ora un continuo contatto per capire come andrà l’udienza e ottenere l’oscuramento dei siti. Chiediamo inoltre a TicketOne di dotarsi di nuovi sistemi di sicurezza. Se non saranno attuate certe soluzioni, usciremo da Assomusica».

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