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Secondary ticketing, Claudio Trotta e Barley Arts abbandonano Assomusica

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I recenti sviluppi delle inchieste sul secondary ticketing – quella televisiva de Le Iene e quella magistratura – e la mancata presa di posizione in merito di Assomusica hanno costretto Claudio Trotta, patron di Barley Arts, ad abbandonare l’associazione.

Lo ha fatto con una lettera resa pubblica anche sui suoi social network, in cui ha riepilogato quanto fatto personalmente finora per combattere questa pratica, un male che affligge ormai da tempo il mondo dell’organizzazione dei concerti. «Fino alla messa in vendita dei Coldplay e al secondo servizio de Le Iene non mi pare che nulla di concreto sia cambiato nell’interesse collettivo, salvo il crescente malumore (e sto usando un eufemismo) dei nostri consumatori» si legge in conclusione, mentre nei passaggi successivi emerge tutta l’amarezza con cui ha preso una decisione così importante: «Non mi pare che la dirigenza abbia adeguatamente, e nei tempi necessari, preso le distanze, da quanto riassunto sopra, e, come avevo già accennato in precedenza, non riesco a restare un minuto in più in quest’Associazione, che non sento più appartenermi e rappresentarmi adeguatamente. Con effetto immediato mi dimetto dolorosamente da Associato di un Associazione che ho fieramente contribuito a costituire nel lontano 1996, soprattutto per la propria e collettiva dignità personale che in questo momento sento duramente svilita e colpita».

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