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Source Code

Duncan Jones. Ecco il buon motivo, con tanto di nome e cognome, per andare al cinema a fine mese e vedere il science-fiction thriller Source Code. Compirà 40 anni il prossimo 30 maggio ed è soltanto al suo secondo film, eppure questo regista inglese possiede una merce rara per il cinema degli ultimi tempi: idee originali. Moon, il film d’esordio che gli è valso un BAFTA (l’Oscar britannico per intenderci) come miglior debutto, è fantascienza pura, minimale e filosofica, come la si faceva una volta quando i computer erano grossi come frigoriferi. Le offerte di lavoro non si sono fatte attendere e Duncan ne ha scelta una, un incrocio tra un racconto mai scritto di Philip K. Dick e i film “Ricomincio da capo” e “Lola corre”. Jake Gyllenhaal si sveglia a bordo di un treno in corsa con due grattacapi. Il primo: non ha idea di chi sia la ragazza seduta di fronte che gli parla a perdifiato. Il secondo: quando si specchia vede la faccia di uno sconosciuto, non la sua. Su quel treno c’è una bomba e lui, o meglio la sua mente nel corpo di un estraneo durante gli 8 ultimi minuti di vita, deve trovare utili indizi. In realtà tutto è già accaduto, il treno è esploso e non ci sono stati sopravvissuti. Quegli 8 tesissimi minuti sono vissuti e rivissuti disperatamente dal nostro eroe, in un continuo loop generato da un futuristico progetto top secret del governo. L’obiettivo è scoprire una traccia, un volto, un elemento qualunque che permetta di sventare il prossimo attentato. Source Code sarebbe stato quel prevedibile prodotto hollywoodiano che intrattiene il pubblico, ma che il pubblico non trattiene per più di 5 minuti dopo l’accensione delle luci in sala. Il Source Code di Duncan Jones invece pone più domande ai titoli di coda di quante risposte abbia voluto dare nel corso del film. Sarà finalmente orgoglioso il di lui padre, dopo che per una vita è stato l’inverso. Ora che vi siete fatti un’idea senza preconcetti del talento di questo Duncan, potete anche sapere di chi è figlio: David Robert Jones, altrimenti noto come David Bowie.

 

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