Notizie

Spotify in Italia, ecco come funziona il servizio di musica in streaming

Spotify in Italia è da oggi realtà. Lo sbarco del servizio di musica in streaming nel nostro paese avviene proprio nel giorno in cui inizia Sanremo. Ma come funziona? Ecco un’utile guida per capire i fondamentali del progetto lanciato cinque anni fa in Svezia.

Spotify in Italia

Il giorno di Spotify in Italia è arrivato. Da oggi, infatti, il popolare (all’estero) servizio di musica in streaming è disponibile anche per gli utenti italiani, che si potranno così aggiungere alle 20 milioni di persone che già utilizzano la piattaforma – su Internet oppure attraverso l’applicazione per smartphone e tablet. Questa mattina, per circa un’ora, il sito di Spotify non è stato accessibile: evidentemente l’entusiasmo per il lancio è stato tale da generare un eccessivo traffico in entrata e dunque il collasso dei server. Il problema si è risolto in fretta e il servizio – nato in Svezia nel 2008 – è pronto a contribuire all’educazione del pubblico italiano in materia di ascolto in streaming. Dal possesso di file musicali alla condivisione: è questo il futuro, anche nella musica.

Come funziona Spotify? È piuttosto semplice. Invece di comprare e scaricare la musica sui nostri device, si selezionano artisti, album e canzoni ascoltandoli direttamente dal sito o dall’applicazione. Attraverso l’iscrizione al website (si può accedere anche con il proprio account Facebook) si scarica un software sul desktop che consente di accedere all’immenso catalogo – oltre 20 milioni di brani. Ma prima di ascoltare dobbiamo scegliere quale opzione meglio si adatta alle nostre esigenze. Con Spotify Free l’ascolto è gratuito, ma i brani sono intervallati da banner e annunci pubblicitari audio (“circa tre minuti ogni ora di ascolto”, dice la responsabile del lancio in Italia, Veronica Diquattro). Scegliendo Spotify Unlimited, al costo di 4,99 Euro al mese, si elimina la pubblicità. Entrambe le opzioni richiedono un collegamento internet.

C’è poi l’abbonamento Spotify Premium (9,99 Euro al mese) che consente di ascoltare musica anche “in remoto”, ossia senza collegamento alla Rete – si possono scaricare fino a 9999 brani su tre dispositivi (3333 per dispositivo). I brani selezionati per l’ascolto senza connessione non vengono acquistati, rimangono semplicemente nell’applicazione e sono accessibili solo finché si rimane abbonati al servizio.

Una volta stabilito il nostro rapporto con Spotify possiamo cominciare ad ascoltare musica. Come si diceva, in catalogo ci sono 20 milioni di brani. Praticamente tutta la musica italiana e internazionale, eccezion fatta per quei pochi artisti che scelgono di non divulgare la propria musica sui siti di streaming (alcuni mostri sacri com Beatles, che hanno un’esclusiva con iTunes, Led Zeppelin, Pink Floyd, Ac/Dc, etc.). Ci sono poi artisti come Coldplay, Adele e Black Keys che concedono il catalogo ma lasciano passare diversi mesi dalla pubblicazione ufficiale prima di rendere disponibile l’ultimo album. Insomma, c’è veramente (quasi) tutto.

Naturalmente Spotify integra alcune funzioni social. Per esempio possiamo “seguire” – modello Twitter – gli ascolti di nostri amici o persino degli artisti veri e propri (una delle prerogative del progetto svedese), oppure condividere le nostre playlist, che rappresentano uno dei punti di forza di Spotify, così come le radio personalizzate.

Un servizio streaming simile a Spotity è offerto da Deezer, sito francese già attivo in Italia da diverso tempo. In ogni caso, programmare il lancio nel giorno in cui parte Sanremo – con diversi artisti del Festival che hanno offerto contenuti speciali – è un’abile mossa di marketing, tale da consentire agli svedesi la possibilità di guadagnare immediatamente la leadership di mercato, per lo meno in termini di popolarità. Loro giurano che sia un caso, ma poco importa.

Commenti

Commenti

Condivisioni